{"id":2362,"date":"2024-06-28T08:00:00","date_gmt":"2024-06-28T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=2362"},"modified":"2024-06-27T17:45:47","modified_gmt":"2024-06-27T15:45:47","slug":"vangelo-della-13a-domenica-del-tempo-ordinario-marco-521-43","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/vangelo-della-13a-domenica-del-tempo-ordinario-marco-521-43\/","title":{"rendered":"Vangelo della 13\u00aa domenica del tempo ordinario (Marco 5,21-43)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ges\u00f9 viene chiamato da un capo della sinagoga al capezzale della figlia morente (ma non morta). Durante il cammino c&#8217;\u00e8 l&#8217;intermezzo dell&#8217;emorroissa (che soffriva di perdite di sangue), che sfiora pericolosamente la magia: essa infatti, con tutta la folla accalcata attorno a Ges\u00f9, ritiene di guarire toccando anche di sfuggita le sue vesti. Se (come \u00e8 stato scritto) i vangeli sono un racconto della passione con una lunga introduzione, allora in Marco nella vasta introduzione c&#8217;\u00e8 una valanga di guarigioni (con o senza esorcismi), praticamente una in ogni capitolo in maniera eccessiva (anche se affascinava i destinatari romani): indemoniato e lebbroso nel cap. 1\u00b0, il paralitico nel 2\u00b0, l&#8217;uomo dalla mano inaridita nel 3\u00b0, l&#8217;indemoniato geraseno, l&#8217;emorroissa e la figlia di Giairo nel 5\u00b0, nel paese di Genesaret nel 6\u00b0, la vedova fenicia e il sordomuto nel 7\u00b0, il cieco di Betsaida nell&#8217;8\u00b0, l&#8217;epilettico indemoniato nel 9\u00b0, il cieco di Gerico nel 10\u00b0 alle porte di Gerusalemme, in cui appunto finiscono solo prima della passione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla tempesta sedata di domenica scorsa che chiude il quarto capitolo, il lezionario \u00e8 passato a Giairo, saltando forse saggiamente il lungo racconto dell&#8217;indemoniato geraseno (Mc 5,1-20 che non verr\u00e0 letto quest&#8217;anno); si tratta della possessione diabolica pi\u00f9 brutale e violenta: spezza le catene e infrange i ceppi per tenerlo legato e domato; gridava e si percuoteva con le pietre, con la sua dimora nel girovagare fra le tombe. In Matteo 8,28 gli indemoniati sono addirittura due <em>usciti dai sepolcri<\/em>: \u00e8 un&#8217;allusione alla rievocazione dei defunti nello spiritismo? Si getta ai piedi di Ges\u00f9 ma non \u00e8 lui che parla bens\u00ec la <em>legione<\/em> [i latinismi li vedremo&nbsp; prossimamente]: mentre nel Marco I originario vige il segreto messianico che sar\u00e0 svelato solo in connessione con la passione, il Marco II (come gi\u00e0 rilevato nel vangelo della 4<sup>a<\/sup> domenica il 28 gennaio) lo viola da subito (Mc 1,23ss), ma solo in bocca ai demoni: solo loro riconoscono l&#8217;identit\u00e0 di Ges\u00f9 come qui in 5,7: \u00abfiglio del Dio altissimo, ti scongiuro \u201cin nome di Dio\u201d (<em>sic<\/em>, quasi ridicolo l&#8217;appello a Dio) di non tormentarmi\u00bb.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l&#8217;evento avviene in montagna, in un luogo isolato e deserto; dato che per certi fatti importanti occorreva la testimonianza di almeno due uomini (maschi), chi ci poteva essere a testimoniare se non dei mandriani al pascolo coi loro porci forse in transumanza? I mandriani sono solo dei testimoni, e per di pi\u00f9 terrorizzati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il Marco II ha approfittato della mandria per inserire la follia (imperdonabile) del trasferimento degli spiriti immondi (addirittura col permesso di Ges\u00f9!!) nei porci facendo perire nel lago 2000 poveri maiali! Siamo nel satanismo pi\u00f9 bieco; il racconto non \u00e8 gioioso, ma pauroso tanto che sia i mandriani sia gli abitanti della regione, intimoriti,&nbsp; pregano Ges\u00f9 di andarsene (di togliersi dai piedi). Il Marco II, questa volta con un&#8217;aggiunta felice, rimedia al terrore degli abitanti con la gioia dell&#8217;indemoniato che proclama per tutta la Decapoli ci\u00f2 che Ges\u00f9 gli aveva fatto suscitando ammirazione e meraviglia (nella conclusione di 5,20).<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passando al vangelo odierno immediatamente seguente, Ges\u00f9 viene chiamato da Giairo, con l&#8217;intermezzo dell&#8217;emorroissa (dicevamo di stampo magico); siamo passati dal satanismo e dallo spiritismo alla magia. Ges\u00f9 infatti, avvertita la forza che era uscita da lui quasi in automatico, dice: \u00abchi mi ha toccato il mantello?\u00bb (5,30).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il buon Matteo (9,20-22) ha visto il pericolo magico e saggiamente ha \u201ctagliato\u201d tutto, senza quello stravagante \u00abchi mi ha toccato?\u00bb, che suscita la reazione incredula dei discepoli con tutta quella folla che si stringeva intorno a Ges\u00f9 (5,31).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha tagliando corto passando subito alla guarigione, e soprattutto alla bella conclusione presente peraltro in <em>tutti e tre<\/em> i sinottici (le uniche parole che si salvano): \u00abFiglia, va\u2019 in pace e sii guarita del tuo male\u00bb (Mc 5,34 e par.). Fra l&#8217;altro la cosa non era gradita da Ges\u00f9 che chiede spesso una barca per salirvi e parlare alle folle dalla riva (come all&#8217;inizio del vangelo odierno), per evitare di essere sommerso e strattonato (soprattutto dai malati).<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo cap. 5 di Marco ci sono degli imbarazzanti \u201cteletrasporti\u201d satanico-magici (il passaggio dei demoni nei porci, la potenza che esce da Ges\u00f9 senza che egli l&#8217;abbia decisa). Si dice giustamente che bisogna demitizzare interpretando: ma cosa c&#8217;\u00e8 da interpretare nel trasferimento della legione da un uomo negli animali, o in un Ges\u00f9 mago a sua insaputa senza l&#8217;autocontrollo delle proprie energie? Ges\u00f9 non \u00e8 un amuleto magico che, toccandolo o facendosi da lui toccare, guarisce istantaneamente, come il sordomuto (Mc 7,32ss, che leggeremo nella 23<sup>a<\/sup> domenica in settembre) o il cieco di Betsaida (8,22ss) sputandogli rispettivamente nelle orecchie (lingua) e negli occhi! Sono magie anche il camminare sull&#8217;acqua, la sua trasformazione in vino, come pure la moltiplicazione dei pani che leggeremo durante l&#8217;estate nella versione giovannea. Ma Ges\u00f9 non \u00e8 uno sciamano che domina gli spiriti, un guaritore che sputa negli occhi, o un \u201cillusionista\u201d che amplifica a dismisura del materiale organico (pane) o addirittura fa sparire se stesso come in Lc 4,30 quando si sottrae alla furia omicida dei suoi compaesani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensando anche alle giovani generazioni che stiamo perdendo, ovviamente un certo numero saranno pure affascinate dal satanismo e dalla magia, ma si tratterebbe di un&#8217;attrazione perversa di tradizionalisti reazionari (compreso un certo numero di preti giovani), che rischia di portare alla dissoluzione del cristianesimo.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venendo alla figlia di Giairo, risulta centrale e decisiva l&#8217;affermazione di Ges\u00f9: \u00abLa fanciulla non \u00e8 morta, ma dorme\u00bb. Perch\u00e9 non prendere questa frase in senso reale e non metaforico? Ossia che la dodicenne si trovava in uno stato di coma (o simili); chi ritiene che la ragazza di Giairo fosse veramente morta, e che la parola di Ges\u00f9 sia un errore o un&#8217;allegoria o una battuta, non coglie il significato originario del primo narratore scambiando una sorta di coma per una morte vera. Spesso si trattava di rianimazioni di persone prossime alla morte, sovente non coscienti, o che soffrivano di malattie mortali (come la lebbra, la cui guarigione \u00e8 equiparata a una resurrezione in 2Re5,7).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli antichi il confine tra morte e vita era diverso da noi moderni, in cui la morte vera \u00e8 quella cerebrale, per cui una persona in coma \u00e8 ancora viva. Per le concezioni dell&#8217;epoca una persona immobile, insensibile e incosciente poteva gi\u00e0 essere considerata morta; ricordiamo che il limite di sopravvivenza senza essere reidratati \u00e8 intorno ai 5 giorni. Diversamente da oggi, in cui una persona viene reidratata e curata, allora se uno in coma non si svegliava nel giro di 4 giorni per alimentarsi, sarebbe morto (nel nostro senso). Non \u00e8 un caso che Ges\u00f9 ordini perentoriamente di darle da mangiare (ribadendo fra l&#8217;altro <em>con insistenza<\/em> il segreto messianico che nessuno venisse a saperlo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo interpretare la malattia della figlia di Giairo come uno stato di coma che loro hanno considerato gi\u00e0 come un decesso. Di conseguenza la rianimazione di Ges\u00f9 \u00e8 stata trasformata in una resurrezione della fanciulla. Riteniamo ontologicamente impossibile la ritorno alla vita naturale (resurrezione) di una persona morta cerebralmente, ma il risveglio dal coma \u00e8 scientificamente reversibile: infatti lo facciamo pure noi oggi col sapere medico. Certo allora, in cui non esistevano le tecniche moderne di idratazione e rianimazione, \u00e8 stato l&#8217;indubbio segno di una forza (quasi) sovrumana, ma metafisicamente possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 viene chiamato da un capo della sinagoga al capezzale della figlia morente (ma non morta). Durante il cammino c&#8217;\u00e8 l&#8217;intermezzo dell&#8217;emorroissa (che soffriva di perdite di sangue), che sfiora pericolosamente la magia: essa infatti, con tutta la folla accalcata attorno a Ges\u00f9, ritiene di guarire toccando anche di sfuggita le sue vesti. 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