{"id":2535,"date":"2024-07-19T08:00:00","date_gmt":"2024-07-19T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=2535"},"modified":"2024-07-19T14:46:53","modified_gmt":"2024-07-19T12:46:53","slug":"2535-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/2535-2\/","title":{"rendered":"Vangelo della 16\u00aa domenica del tempo ordinario (Marco 6,30-34)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il breve vangelo odierno \u00e8 un passaggio interlocutorio quale premessa alla moltiplicazione dei pani (d&#8217;ora in poi abbreviata in MdP). Si presume il ritorno dalla missione dei discepoli che riferiscono quanto hanno fatto; si meritano quindi un po&#8217; di riposo, per cui si ritirano in un luogo solitario. Ma l&#8217;operazione di andare in disparte non riesce poich\u00e9 la grande folla li segue; ed essendo l&#8217;ora tarda, si pone il problema della \u201ccena\u201d. Segue appunto la MdP di Marco 6,35ss. Ma la MdP sar\u00e0 narrata nelle prossime 5 domeniche estive secondo il IV vangelo, col lunghissimo cap. 6 debitamente suddiviso in 5 parti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma perch\u00e9 in Mc e Mt le MdP sono due, mentre in Lc e Gv una sola? Si presume sempre che Lc e Mt dipendano da Marco, cio\u00e8 copiano da lui nelle parti in comune. Nel Marco I originario (1\u00aa ediz.) c&#8217;era solo quella dei 4000 (uomini; Mc 8,1-10), mentre nel Marco II (2\u00aa ediz.) c&#8217;era solo quella dei 5000 (in 6,35-44; probabilmente l&#8217;ha cambiata per adeguarsi ad una tradizione orale diffusa ben fissata e consolidata coi classici 5 pani e due pesci).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Marco III (3\u00aa ed ultima ediz., il nostro testo) di solito \u00e8 un campione di salvataggi che fonde e assembla i racconti dei suoi due predecessori. Ma qui \u00e8 praticamente impossibile poich\u00e9 i dati tecnici sono troppo diversi: da una parte quella dei 4000 con 7 pani e pochi pesciolini (di cui non si dice il numero), con 7 ceste raccolte; dall&#8217;altra quella dei 5000 coi 5 pani e due pesci, e 12 canestri di avanzi. Allora salomonicamente il Marco III le ha piazzate entrambe, una nel c. 6 (5000) e l&#8217;altra nel c. 8 (4000).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Luca \u00e8 stato particolarmente \u201csfigato\u201d perch\u00e9, oltre a possedere solo il manoscritto del Marco II per cui legge solo quella dei 5000, nella sua copia c&#8217;\u00e8 pure un gran bel buco che va dalla camminata sulle acque (assente) sino alla ripresa a Cesarea (mancano quasi due capitoli da Mc 6,45 a 8,26); si tratta quasi sicuramente di uno stralcio-strappo, un incidente per cui sono saltati parecchi racconti tutti consequenziali. N\u00e9 si pu\u00f2 pensare che li abbia omessi intenzionalmente. Quindi in ogni caso Luca non avrebbe mai potuto leggere la MdP dei 4000 in Mc 8,1ss. Matteo invece possiede il (nostro) manoscritto del Marco III per cui trascrive entrambe le MdP.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la MdP \u201cletterariamente\u201d \u00e8 una sola: sono diventate due per i \u201cpasticci\u201d degli autori marciani. L&#8217;avverbio \u201cletterariamente\u201d significa che dubitiamo altamente della storicit\u00e0 della MdP, perch\u00e9 \u00e8 ontologicamente impossibile sfamare migliaia di persone con 5 pani e due pesci, con una enorme duplicazione di materiale organico. Il senso \u00e8 simbolico-traslato: non \u00e8 chiaro nei Sinottici, tanto che normalmente viene inteso come cronaca realistica. Esso \u00e8 invece evidente nel IV vangelo, che ne \u00e8 consapevole e lo lascia pure intendere fra le righe per tutti i suoi segni (<em>s\u00eameia<\/em>: gi\u00e0 a partire da Cana, in cui non \u00e8 avvenuta alcuna trasformazione chimica dell&#8217;acqua in vino).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consideriamo ora brevemente il lungo cap. 6 giovanneo nella sua <em>integralit\u00e0<\/em>, che verr\u00e0 letto nelle prossime 5 domeniche d&#8217;estate; poich\u00e9 con questo articolo sospenderemo i nostri commenti ai vangeli per la pausa estiva; riprenderemo con il vangelo del 1\u00b0 settembre, con la prosecuzione della lettura continua di Marco sino alla fine dell&#8217;anno liturgico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;espressione semitica \u00abmangiare il pane\u00bb significa spesso mangiare (non necessariamente il pane), ossia nutrirsi, alimentarsi in senso lato , come noi parliamo del \u00abpane quotidiano\u00bb nel senso della sussistenza-sostentamento, non del prodotto del forno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel discorso di Cafarnao, da Gv 6,22 sino 6,51a \u00abmangiare il pane\u00bb significa alimentarsi rapportandosi spiritualmente a Ges\u00f9; \u00e8 impossibile sfamare materialmente migliaia di persone con pochi pani, ma \u00e8 ben possibile che migliaia credano nel suo messaggio, opera, persona&#8230; Per ben 30 versetti \u201cmangiare il pane\u201d significa in senso traslato nutrirsi di Ges\u00f9; significa \u201ccredere in Lui\u201d: ossia la <em>fede<\/em> e non (ancora) l&#8217;eucarestia. \u00abQuesta \u00e8 l&#8217;opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato\u00bb (Gv 6,29). Bisogna quindi conoscere bene il Figlio dell&#8217;uomo perch\u00e9 egli \u00e8 il pane sia vivo che d\u00e0 la vita al mondo, e sia vero: non tanto nel senso di veritiero, non falso, non-menzognero, bens\u00ec in quello di genuino, autentico, puro (come in Gv 1,9; 4,23; 15,1; 17,3). Mangiare il pane \u00e8 rapportarsi a Ges\u00f9 in senso spirituale, morale, didattico: all&#8217;inizio e alla fine del vangelo odierno (Mc 6,30.34) sia i discepoli che Ges\u00f9 <em>insegnano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si noti che, dopo Gv 1,45, qui in Gv 6,42 si ribadisce che \u00e8 il <em>figlio di Giuseppe<\/em> tout court; il vangelo non dice mai il nome \u201cMaria\u201d (che sembra ignorare), ma la chiama sempre \u201cla madre di Ges\u00f9. Solo Re2, il redattore ecclesiastico della seconda edizione, ne accentua la prescienza (od onniscienza divina): \u00abGes\u00f9 sapeva <em>fin da<\/em> <em>principio<\/em> chi erano quelli che non credevano e chi lo avrebbe tradito\u00bb (Gv 6,64; per il rinnegamento di Pietro si predice pure l&#8217;ora col duplice canto fiabesco del gallo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lettori invece intendono in genere in senso storico come realmente avvenute la MdP o la trasformazione dell&#8217;acqua in vino a Cana; e quindi come prove della potenza divina di Ges\u00f9. Ma il IV vangelo le trasforma in senso simbolico-traslato: il <em>racconto<\/em> (finzionale) della MdP \u00e8 il segno del potersi nutrire di Ges\u00f9, cio\u00e8 credere in lui (non ancora l&#8217;eucarestia) che ci ispira e ci guida per impedire che siamo come pecore senza pastore (nel vangelo odierno in Mc 6,34). Cos\u00ec pure il <em>racconto<\/em> \u201cromanzato\u201d di Cana \u00e8 il segno del sedersi a mensa col vino nuovo, pi\u00f9 buono e gioioso del Regno che sostituisce l&#8217;acqua lustrale dell&#8217;AT con tutta la sua economia purificatoria esasperata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo a partire da Gv 6,51b viene introdotta (finalmente) da Re2 in maniera molto forte l&#8217;eucarestia con: \u00abchi mangia la mia carne e beve il mio sangue\u00bb, parole che Ges\u00f9 non avrebbe mai potuto pronunciare perch\u00e9 sarebbero state scambiate per cannibalismo. Re2 ha pericolosamente accostato l&#8217;eucarestia ai riti misterici in cui ci si cibava della divinit\u00e0: teofagie diffuse basate sulla fede primitiva di potersi appropriare delle energie di una divinit\u00e0 mangiando e bevendo. Ma la fede cristiana, anche eucaristica, \u00e8 cosa ben diversa dal cibarsi di una divinit\u00e0 (a volte morta e risorta come nei culti di Attis e Mitra). Purtroppo affiora anche in 1Cor 11,29s, dove Paolo in maniera sciagurata e semi-magica fa risalire certe malattie (anche mortali) ad un&#8217;indegna partecipazione al banchetto eucaristico. \u00abQuesto \u00e8 il mio corpo\u00bb \u00e8 una barbara e meccanica traduzione dall&#8217;aramaico in cui significava \u00abQui ci sono io\u00bb, se vogliamo anche \u00abquesto sono io\u00bb ma nel senso della comunione con lui, non di mangiare la divinit\u00e0 (teofagia). Si tratta di una presenza spirituale: se proprio vogliamo usare il termine \u00abtransustanziazione\u00bb, essa \u00e8 invertita, rovesciata: \u00e8 il donarsi di Ges\u00f9 che si <em>fa<\/em> (al limite, si <em>transustanzia<\/em> in) pane spezzato per amore, e non il pane che si transustanzia nel corpo di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre tenere presente che l&#8217;evangelista sa che il suo non \u00e8 l&#8217;unico vangelo, e soprattutto che i suoi lettori conoscono sicuramente Matteo (e forse gli altri due sinottici), tutti precedenti al suo scritto. Il che significa che d\u00e0 per presupposte e scontate parecchie cose gi\u00e0 narrate dagli altri tre, per cui non le ripete (ad eccezione dell&#8217;ovvia passione). \u00c8 interessato invece ad aggiungere ci\u00f2 che manca negli altri (Cana, Nicodemo, Samaritana, Lazzaro&#8230;), ad implementare, a interpretare secondo i propri punti di vista, soprattutto se secondari e non accentuati nei sinottici: ad es. \u00e8 un rullo compressore sull&#8217;amore del Padre per gli uomini e il mondo, e su Ges\u00f9 luce, via e verit\u00e0. \u00c8 forse per questo che non ritiene opportuno inserire nell&#8217;ultima cena il racconto dell&#8217;istituzione (dell&#8217;eucarestia) gi\u00e0 conosciuto dai suoi lettori sulla base di almeno un vangelo (se non tutti e tre); ma gestisce l&#8217;eucarestia alla sua maniera (come descritto sopra) in chiave iper-realistica alla fine del c. 6. Non si spiega invece l&#8217;inverso: come mai un evento cos\u00ec portentoso come quello di Lazzaro non sia narrato nei sinottici!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;intero capitolo c&#8217;\u00e8 comunque una dialettica tra <em>fede<\/em> (nella <em>prima<\/em> rilettura del pane di vita di quel grande artista-letterato-poeta che \u00e8 l&#8217;evangelista originario, Ev1) e <em>sacramenti<\/em> (nella <em>seconda<\/em> rilettura finale di Re2). Ma prima la fede e poi i sacramenti, sia in senso logico che, direi, cronologico: esattamente l&#8217;opposto della nostra prassi relativa al battesimo dei bambini e alla prima comunione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buona estate; arrivederci al 1\u00b0 settembre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il breve vangelo odierno \u00e8 un passaggio interlocutorio quale premessa alla moltiplicazione dei pani (d&#8217;ora in poi abbreviata in MdP). 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