{"id":2804,"date":"2024-11-20T08:00:00","date_gmt":"2024-11-20T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=2804"},"modified":"2024-11-16T16:02:21","modified_gmt":"2024-11-16T15:02:21","slug":"sconosciuto-di-forugh-farrokhzad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/sconosciuto-di-forugh-farrokhzad\/","title":{"rendered":"\u00abSconosciuto\u00bb di Forugh Farrokhzad"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di nuovo un cuore mi cade ai piedi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>nuovi occhi che fissano il mio viso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>il mio amare di nuovo nella lotta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>pronto a dominare un cuore gelido.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di nuovo un assetato si disseta,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>si disseta alla fonte delle mie labbra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nuovamente un passante si addormenta,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>si addormenta nel letto del mio abbraccio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Maliziosa lego gli occhi agli occhi suoi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>senza sapere cosa cerco in lui:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>voglio un amante che per rapida follia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>dica addio a soldi, onore e faccia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Da me vuole il vino dei miei baci<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>cosa dire al cuore colmo di speranza?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lui pensa al piacere, ma non sa che io<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>cerco solo un eterno godimento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Io da lui esigo purezza d\u2019amore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>per poi immolare la mia esistenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma lui vede in me un corpo infuocato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>perch\u00e9 incendi la sua angoscia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lui mi dice: \u201cAscolta, abbraccio caldo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>inebriami di malizia, sono pazzo,\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>e io gli dico: \u201cAscolta, sconosciuto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>dimenticati di me, ti sono estranea\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Misero cuore, ah,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>misera coppa di speranza infranta,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>senza che alcuno ne colga il segreto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>diventa liuto nelle mani degli estranei,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>eppure, ahim\u00e9,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>nessuno lo accorda al canto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Forugh Farrokhzad, <em>io parlo dai confini della notte<\/em>, Bompiani capoversi, 87-9)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affine a suo modo al linguaggio erotico di Darwish, oltre ai richiami al Cantico dei Cantici, la poesia di Forugh Farrokhzad \u00e8 un caso inedito di scrittura femminile nella cultura islamica risalente a tempi che oggi ci appaiono lontani nel passato e tanto pi\u00f9 nel futuro. Conosciamo queste terre anche per la repressione della parola libera che, qui come altrove, sembra trovare nei versi l\u2019unico spazio accessibile. Poetessa persiana vissuta tra il 1934 e il 1967, Farrokhzad rappresenta una libert\u00e0 oggi inaccettabile in quelle latitudini. E per questo la si \u00e8 ricordata durante le manifestazioni per Mahsa Amini (uccisa il 26 settembre 2022), cos\u00ec come viene ricordato <a href=\"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?s=darwish\">Mahmoud Darwish<\/a> nelle prigioni israeliane rigurgitanti palestinesi o Ol\u2019ga Sedakova in Russia durante le prime manifestazioni contro la guerra in Ucraina (a cui lei stessa ha preso parte attivamente \u2013 vedi \u201c<a href=\"https:\/\/scrittoridiscrittura.it\/senza-categoria\/versi-per-resistere\">Versi per resistere<\/a>\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una carica sovversiva nella poesia, se da un lato viene repressa e dall\u2019altro diventa veicolo di salvezza per i resistenti. Una carica tutta da indagare e ricomprendere, giacch\u00e9 la parola poetica conosce soprattutto la fatica di essere considerata una lettura impegnativa in tempo di pace, mentre possiede il potere inaudito di intimorire i potenti e donare forza agli oppressi in tempo di guerra. Tanto pi\u00f9 allora merita la nostra attenzione \u2013 che si viva in tempi di guerra o di pace, di passione o di tregua dai sentimenti forti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forugh Farrokhzad ha avuto una vita breve ma intensa. Ha potuto accedere a un\u2019istruzione (non scontata per le ragazze iraniane del tempo) grazie al padre colonnello; giovanissima sposa un vicino di casa che \u00e8 anche suo lontano parente, ma dal quale presto si separa; una scelta che le coster\u00e0 la perdita del figlio che non potr\u00e0 pi\u00f9 rivedere e in seguito alla quale avr\u00e0 un esaurimento nervoso e un ricovero in ospedale psichiatrico, per concludere la sua parabola a soli 32 anni in un incidente d\u2019auto. Per la sua gente Farrokhzad \u00e8 stata \u201cpoetessa del peccato\u201d, ma i suoi versi raffinati e brucianti non perdono la loro carica sovversiva neppure alle nostre orecchie assuefatte a linguaggi e immagini ben pi\u00f9 esplicite. Si capisce quindi perch\u00e9 la sua voce si levi oggi a nome delle donne (e dunque di tutto un popolo) umiliate da un regime che si arroga il potere di dettare norme assurde per affermare una virilit\u00e0 fuori controllo e per questo anche giunta al capolinea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi sono testi audaci, scritti in linguaggio passionale, frutto di una tempra ardita. Leggerli ci fa accedere a vicoli e talami di gusto orientale, inebriati dal profumo di spezie ma anche soffocanti, e non solo per la calura intollerabile. O almeno \u00e8 cos\u00ec che da occidentali riusciamo a immaginare l\u2019ambiente nel quale cercano rifugio gli amanti, un riparo sempre incerto dalla curiosit\u00e0 altrui. Come nel Cantico biblico, la focalizzazione \u00e8 femminile. \u00c8 la donna a cantare il proprio desiderio e l\u2019insoddisfazione a cui \u00e8 sovente destinato: <em>Io da lui esigo purezza d\u2019amore \/ per poi immolare la mia esistenza. \/ Ma lui vede in me un corpo infuocato \/ perch\u00e9 incendi la sua angoscia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficile incontro quello con un cuore appassionato dalle grandi aspettative, come la gran parte delle poesie d\u2019amore di Farrokhzad sembra mostrare (<em>Io parlo dai confini della notte<\/em>, Bompiani capoversi). Ma forse la delusione \u00e8 persino parte del gioco: <em>Lui mi dice: \u201cAscolta, abbraccio caldo\/ inebriami di malizia, sono pazzo\u201d, \/ e io gli dico: \u201cAscolta, sconosciuto \/ dimenticati di me, ti sono estranea\u201d. <\/em>Soprattutto non pu\u00f2 sfuggirci in binomio <em>sconosciuto-estranea<\/em>, molto distante dal dialogo con la straniera che Darwish non smette di considerare tale a dispetto della pi\u00f9 grande intimit\u00e0 condivisa (sebbene dobbiamo pure ammettere che questa interpretazione si basa sulla traduzione visto che, a dispetto del testo persiano a fronte, non abbiamo la possibilit\u00e0 di accedere all\u2019originale). Dove \u00e8 in gioco il punto di vista femminile, si fatica a cogliere la percezione di un perfetto connubio di anime e corpi, mentre le spigolosit\u00e0 trovano pi\u00f9 facilmente spazio, dando nerbo alla tensione amorosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di nuovo un cuore\u2026 Di nuovo un assetato\u2026 <\/em>Un nuovo amore compare all\u2019orizzonte di un <em>cuore gelido<\/em>, forse raffreddatosi dopo un precedente incendio amoroso &#8211; <em>il mio amare di nuovo nella lotta<\/em>. All\u2019inizio non ci sono aspettative (<em>lego gli occhi agli occhi suoi \/ senza sapere cosa cerco in lui<\/em>), solo il desiderio di un legame assoluto e totalizzante (<em>un amante che per rapida follia \/ dica addio a soldi, onore e faccia<\/em>). Per questo, inevitabile, subito si conosce la prima rottura (<em>Lui pensa al piacere, ma non sa che io \/ cerco solo un eterno godimento<\/em>) e quel <em>cuore<\/em> <em>colmo di speranza <\/em>non ha possibilit\u00e0 di successo, come suggellato dalla strofa finale: <em>Misero cuore, ah, \/ misera coppa di speranza infranta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono versi degli anni Cinquanta del secolo scorso, ma il linguaggio \u00e8 antico come la Bibbia: <em>Da me vuole il vino dei miei baci <\/em>pare quasi richiamare l\u2019incipit del Cantico dei Cantici &#8211; <em>Mi baci con i baci della sua bocca, \/ poich\u00e9 migliore del vino \u00e8 il tuo amore <\/em>(1,2). Eppure in Iran la spregiudicatezza espressiva di Farrokhzad bruciava (e brucia) come il fuoco, tanto da portarla a chiedersene la ragione: \u00abIo mi chiedo sempre per quale motivo la musica della mia poesia risulti cos\u00ec estranea alle vostre orecchie. Perch\u00e9 sono tanti quelli che non possono digerirla agevolmente? Forse perch\u00e9 mi accusano di contribuire con i miei versi alla diffusione di dissolutezza e corruzione? Forse a una donna non \u00e8 permesso di comunicare in poesia la verit\u00e0 del proprio sentire rispetto a qualsiasi oggetto di desiderio?\u00bb (<em>Prigioniera, <\/em>1955). Ed \u00e8 attorno a queste domande che l\u2019Iran potrebbe e dovrebbe ripartire un giorno, quando riuscir\u00e0 a liberarsi dal regime soffocante degli ayatollah, indesiderato \u201cmiracolo di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eros e la parola si librano in un unico atto di libert\u00e0 inaudita. La sfrontatezza della sessualit\u00e0, quando esibita da parte femminile, fa <em>pendant <\/em>con il desiderio che le donne abbiano pari diritto di esprimersi, muoversi, mostrarsi. La provocatoriet\u00e0 di Farrokhzad \u00e8 dunque duplice e doppiamente inaccettabile: \u00abNella poesia di oggi non si parla mai dell\u2019amore come uno dei sentimenti umani pi\u00f9 belli e puri. Il legame e la fusione tra due corpi, questa bellezza sacra che \u00e8 come preghiera e celebrazione, \u00e8 stata ridotta a necessit\u00e0 e bisogno primitivo. Il sesso, questa forma di espressione folle del volere e del desiderare, crea la pi\u00f9 elevata e pi\u00f9 oscura forma di unione tra le totalit\u00e0 di due anime. \u00c8 infatti una finestra che si apre su quello che chiamiamo Dio e la sua verit\u00e0 sentita esclusivamente nella carne, nella pelle e nel cavo delle vertebre della schiena, e non al di l\u00e0 dell\u2019esistenza esteriore, che si sazia rapidamente e scivola nel sonno fino a dimenticare che \u00e8 possibile diventare una sola cosa\u00bb (Bavandpur).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una perversione della morale, che detta legge in nome di Dio, sceglie di controllare almeno i corpi quando non \u00e8 in grado di persuadere le coscienze. Ed \u00e8 in quel sacrario di segretezza e intimit\u00e0 che nascono anche i versi di Farrokhzad, che definisce l\u2019Iran \u00abuna terra in rovina, colma di morte, di umiliazione e di vacuit\u00e0\u00bb quando ancora non pu\u00f2 conoscere le successive devastazioni della rivoluzione khomeinista. Cos\u00ec, se i suoi testi sono stati naturalmente banditi dal regime, quel divieto \u00e8 stato capace di erigerne la figura a culto \u2013 come appare evidente dalla pubblicazione di un\u2019altra raccolta, <em>Tutto il mio essere \u00e8 un canto <\/em>(Lindau, 2023) a un anno esatto dalla morte di Mahsa Amini e mentre le donne iraniane continuano la loro battaglia coraggiosa. I suoi versi sono un canto di lotta, indignazione e invito a non arrendersi. E se questo vale per le donne iraniane non pu\u00f2 che valere anche per le donne occidentali, dato che questi temi sembrano non aver perso cogenza a dispetto della maggiore parit\u00e0 di diritti che sulla carta ci vengono riconosciuti &#8211; ufficialmente negati solo nella chiesa cattolica, ma di fatto lontani da una loro adeguata realizzazione in molti contesti vitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come non ricordare a conclusione il bellissimo romanzo di Azar Nafisi, che da vent\u2019anni ci invita a entrare nella \u201cstanza tutta per s\u00e9\u201d che un gruppo di studentesse universitarie condivide con l\u2019ex insegnante di letteratura, dove leggere opere letterarie diventa un atto di sopravvivenza al mondo che ne sta censurando l\u2019esistenza: \u00ab\u00c8 meglio per lei se nessuno la nota, la sente, la vede. Non cammina ben eretta, procede a testa bassa senza guardare nessuno negli occhi. Il suo passo \u00e8 svelto, deciso. Le strade di Teheran e delle altre citt\u00e0 iraniane sono pattugliate da miliziani armati, drappelli di quattro uomini e donne, su fuoristrada Toyota bianchi, a volte seguiti da un minibus. Li chiamano il Sangue di Dio. Loro compito \u00e8 accertarsi che le donne come Sanaz si vestano in maniera consona, non si trucchino, non si mostrino in pubblico in compagnia di uomini che non siano i rispettivi padri, fratelli o mariti. [\u2026] Se decide di prendere l\u2019autobus, Sanaz non pu\u00f2 sedersi dove vuole. Deve salire dalla porta posteriore e mettersi nelle ultime file, quelle destinate alle donne. Eppure nei taxi, che accettano fino a cinque passeggeri alla volta, uomini e donne viaggiano pigiati come sardine, e lo stesso succede nei minibus, dove tante delle mie studentesse lamentano di aver subito molestie da parte di uomini barbuti e timorati di Dio\u00bb (Azar Nafisi, <em>Leggere Lolita a Teheran, <\/em>Adelphi 2004, p. 43).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo il romanzo \u00e8 diventato un <a href=\"https:\/\/www.raicultura.it\/cinema\/articoli\/2024\/09\/Leggere-Lolita-a-Teheran-di-Eran-Riklis--a2cceeed-4004-4947-8168-b1491a9a86d5.html\">film<\/a>, appena presentato al festival del cinema di Roma, perch\u00e9 come sappiamo purtroppo il racconto non ha ancora perso la sua attualit\u00e0: \u00abNel corso di una ventina d\u2019anni le strade si sono trasformate in zona di guerra, e le giovani donne che disobbediscono alle regole vengono caricate a forza nelle auto della polizia, portate in prigione, frustate, multate, umiliate e costrette a pulire i gabinetti; poi, appena escono, tornano alla vita di sempre. \u00c8 consapevole Sanaz del proprio potere? Si rende conto di quanto possa essere pericolosa, visto che ogni suo gesto pu\u00f2 recare disturbo alla quiete pubblica? Pensa mai a quanto sono vulnerabili i guardiani della rivoluzione?\u00bb (p. 44).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste donne coraggiose, poetesse e scrittrici, ci invitano a capovolgere la prospettiva, dalla vittima al carnefice. Perch\u00e9 spesso la parte psichicamente debole non \u00e8 quella su cui si riversa la brutalit\u00e0 del potere oppressivo, ma di colui che \u00e8 incapace di dominare la propria animalit\u00e0. Per questo vale sempre il monito divino delle prime pagine di Genesi: \u00abil peccato \u00e8 accovacciato alla tua porta; verso di te \u00e8 il suo istinto, ma tu dominalo\u00bb (Gen 4,7b). L\u2019animale \u00e8 in agguato, ma tu sei un uomo e puoi dominarlo. Allora fallo, se sei un uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di nuovo un cuore mi cade ai piedi nuovi occhi che fissano il mio viso il mio amare di nuovo nella lotta pronto a dominare un cuore gelido. Di nuovo un assetato si disseta, si disseta alla fonte delle mie labbra. Nuovamente un passante si addormenta, si addormenta nel letto del mio abbraccio. 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