{"id":2812,"date":"2024-11-25T08:00:00","date_gmt":"2024-11-25T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=2812"},"modified":"2024-12-16T15:30:28","modified_gmt":"2024-12-16T14:30:28","slug":"perche-la-destra-vince-non-solo-in-usa-ma-e-destinata-a-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/perche-la-destra-vince-non-solo-in-usa-ma-e-destinata-a-perdere\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la destra vince (non solo in Usa), ma \u00e8 destinata a perdere"},"content":{"rendered":"\n<p>Dalla vittoria di Trump e della destra repubblicana nelle elezioni americane, possiamo ricavare alcune riflessioni. La prima riguarda il fatto che per vincere Trump non ha dovuto, come la maggior parte dei suoi predecessori, convergere al centro anzi, proprio l\u2019aver dato un taglio estremo alle sue proposte \u00e8 stata la sua carta vincente. Affronter\u00f2 fra poco il motivo di questa anomalia che per me \u00e8 centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda osservazione riguarda il modo in cui veniamo informati. Prima del cambio di candidato tutte le informazioni e i sondaggi dicevano che Biden era in svantaggio crescente nei confronti di Trump. Ma quando si \u00e8 ritirato a favore della Harris, la vice presidente, le cose sono sembrate improvvisamente cambiare. La Harris riceveva ingenti sovvenzioni, era accolta con grande calore e partecipazione, era in perfetta parit\u00e0 o addirittura in vantaggio su Trump. E questa storia ci \u00e8 stata raccontata fino al giorno delle elezioni. I risultati per\u00f2 hanno mostrato il contrario: Trump ha vinto largamente su quasi tutto il territorio americano, il rosso dei repubblicani campeggia ovunque. D\u2019accordo, i sondaggi non sono una scienza esatta, danno solo degli indirizzi, delle tendenze. Ma qui l\u2019errore \u00e8 macroscopico: in molti stati la differenza tra Tramp e Harris \u00e8 notevole, fino a 10 punti, mentre negli stati blu il divario tra i due \u00e8 minimo, inoltre i repubblicani hanno la maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Evidentemente le informazioni e i sondaggi erano ampiamente manipolati per mascherare il pi\u00f9 possibile la debolezza della candidata Harris, figura secondaria durante tutto il mandato Biden, catapultata all\u2019ultimo momento alla ribalta senza essere passata per le primarie, evento fondamentale per la scelta di un candidato alla presidenza americana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cuore del problema<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo al cuore del problema. Da tempo ormai \u00e8 evidente che in Occidente le destre avanzano continuamente e vincono con facilit\u00e0 anche in paesi con forti tradizioni socialiste. I motivi sono tanti e ogni paese ha i suoi specifici, ma in tutti c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 uno prevalente spesso determinante: l\u2019arrivo costante di migranti. Certo gli immigrati sono fonte di disturbo e preoccupazione in particolare per le classi pi\u00f9 povere, ma in societ\u00e0 come le nostre a natalit\u00e0 decrescente, l\u2019arrivo di giovani, pronti a tutto e desiderosi di affermarsi non \u00e8 un danno, ma una risorsa importante e lo vediamo tutti, tutti i giorni. No, il problema \u00e8 pi\u00f9 complesso, in realt\u00e0 i migranti fungono da capri espiatori. Agli occhi dei lavoratori e della classe media occidentale impoverita, sono l\u2019avanguardia del nemico. Rappresentano i paesi dell\u2019ex terzo mondo che col loro sviluppo accelerato, con la loro voglia di affermarsi e riequilibrare il potere e la ricchezza mondiale, con la loro concorrenza irresistibile sono la causa prima e diretta del nostro impoverimento. Non c\u2019\u00e8 bisogno di una cultura economica approfondita o di complicate analisi politiche, \u00e8 una cosa che tutti sanno e che si percepisce a pelle, basta leggere le etichette dei prodotti che compriamo nei supermercati: siamo soggetti alla concorrenza spietata di lavoratori che si accontentano di salari 5-10-20 volte inferiori ai nostri. \u00c8 questo sentimento che avvantaggia la destra, che col suo conservatorismo, con la difesa della Patria e il senso realista dell\u2019ordine e della disciplina \u00e8 la risposta naturale e automatica per un popolo spaventato e preoccupato per il futuro dei propri (pochi e preziosi) figli. In queste condizioni la sinistra \u00e8 in seria difficolt\u00e0, abbandonata progressivamente dalle classi di riferimento, votata per lo pi\u00f9 da persone istruite, intellettuali, aperte e dotate di un forte senso di giustizia (da qui l\u2019accusa di buonismo). La situazione e ulteriormente complicata dal fatto che il tradizionale internazionalismo della sinistra \u00e8 sospettato di aver favorito questa globalizzazione senza regole realizzata dalla finanza mondiale che ha impoverito le masse e arricchito al disopra di ogni immaginazione ristretti gruppi finanziari (da qui l\u2019accusa di liberalismo). Insomma dopo lo sfascio politico, culturale e morale dei regimi comunisti e la svolta globalista della finanza, le sinistre non sono pi\u00f9 state in grado di trovare un racconto politico che proponesse un\u2019alternativa convincente a quello delle destre, oscillando tra una rincorsa vana alle loro tesi e un globalismo liberal inconcludente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una politica per la sinistra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pensare una politica alternativa efficace per le sinistre in Occidente in questi tempi complicati \u00e8 molto, molto difficile. Essenzialmente perch\u00e9, come ho cercato di argomentare, gli interessi delle classi di riferimento sono opposti alla sua ideologia internazionalista. Uno dei primi ad accorgersene \u00e8 stato Enrico Berlinguer. Negli anni 70, dopo una delle tante guerre in Palestina, i paesi arabi, stanchi di \u201cregalare\u201d il petrolio, linfa vitale dell\u2019industria occidentale, per acquistarne i prodotti a prezzi alti, hanno deciso di aumentare il prezzo dell\u2019oro nero moltiplicandolo in varie fasi per 10. Berlinguer cap\u00ec con grande anticipo la svolta che si preparava e come risposta propose il compromesso storico e una politica di sacrifici. Il mondo andava verso un riequilibrio delle inaccettabili diseguaglianze globali e questo richiedeva per i paesi avanzati un ridimensionamento delle attese di sviluppo. Secondo la sua visione, questi sacrifici sarebbero stati compensati da una maggiore giustizia internazionale e da un minore pericolo di scontri tra nazioni ricche e nazioni desiderose di crescere. Le sue idee per\u00f2 erano troppo avanzate e non completamente sviluppate perci\u00f2 sono state poco capite anche nel suo stesso partito, il Pci. Oggi per\u00f2, dopo 50 anni, le sue intuizioni si stanno avverando. Miliardi di persone nei paesi sottosviluppati si sono alzate in piedi chiedendo un posto pi\u00f9 adeguato per loro nella storia e altri miliardi stanno per farlo. Questo sconvolge l\u2019equilibrio che gli occidentali hanno imposto al mondo negli ultimi 300 anni di rivoluzione industriale, e la strada per uno nuovo e pi\u00f9 giusto sembra molto difficile da trovare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il probabile fallimento della destra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La proposta difensiva e contenitiva della destra sembra ora la pi\u00f9 ragionevole ed efficace, e ha un crescente successo in Occidente. Ma in realt\u00e0 non ha la capacit\u00e0 di affrontare i problemi sul tappeto. Pu\u00f2 avere solo due sbocchi: o un peggioramento di quello che gi\u00e0 vediamo: crisi economica in Occidente, frizioni, scontri, colpi di mano, guerre che si accendono qua e l\u00e0 seguendo logiche contorte e oscure. Con un possibile finale catastrofico. Oppure un accordo tra le due pi\u00f9 grandi potenze, Usa e Cina per spartirsi il mondo a scapito delle altre potenze medie e piccole e dei popoli dell\u2019Africa e dell\u2019America Latina. In questo scenario la potenza pi\u00f9 penalizzata sar\u00e0 certamente l\u2019Europa, ricca ma con poche difese. Sono perci\u00f2 proprio le sinistre europee che, riprendendo l\u2019intuizione di Berlinguer, devono farsi carico di una proposta alternativa a quelle inconcludenti e pericolose delle destre: un accordo tra l\u2019Occidente e le forze politiche pi\u00f9 avvedute e lungimiranti che pure ci sono nel calderone ribollente dell\u2019ex terzo mondo per un riformismo globale che abbia come obbiettivo un assetto pi\u00f9 equilibrato e giusto del pianeta senza ricorso obbligato alla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>La base per questo accordo potrebbe essere la proposta di un nuovo sistema monetario globale, magari riprendendo e aggiornando quello ipotizzato inutilmente da Keynes durante le trattative di pace alla fine della seconda guerra mondiale, basato su una unit\u00e0 di conto concordata e non sul dollaro che favorisce solo gli Stati Uniti (del resto questo \u00e8 quello che il gruppo dei Brics sta tentando di fare). Meglio un accordo globale ragionevole che il solito scontro che danneggerebbe tutti. Poi l\u2019accettazione dei sacrifici necessari per uno sviluppo e una distribuzione pi\u00f9 equa della ricchezza mondiale, in cambio da parte degli emergenti, di moderazione e gradualit\u00e0 nel processo di crescita e rinuncia ad azioni violente e punitive verso l\u2019Occidente (che \u00e8, e rester\u00e0 ancora per un po&#8217; la superpotenza pi\u00f9 forte del pianeta). Questa \u00e8 sicuramente una proposta complessa e difficile da negoziare, anche perch\u00e9 richiederebbe statisti di alta levatura culturale e morale come Berlinguer o quelli che hanno pensato e fatto l\u2019Europa, e non i politicanti di scarso valore capaci solo di seguire i sondaggi demoscopici.<\/p>\n\n\n\n<p>Io spero che le sinistre europee sapranno intraprendere questa strada, anche perch\u00e9 non ne vedo altre efficaci. Nelle scelte difficili che dovranno fare potranno essere aiutate anche dai fallimenti delle destre al potere e dall\u2019aggravarsi delle crisi che si succederanno a causa delle loro politiche sbagliate, perch\u00e9 certo gli emergenti non si fermeranno e l\u2019alternativa tra scontro continuo senza uscite e sempre pi\u00f9 pericoloso e un accordo ragionevole, diventer\u00e0 pi\u00f9 chiara a tutti e perci\u00f2 la scelta giusta pi\u00f9 facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Foto: https:\/\/www.repubblica.it\/dossier\/cultura\/enrico-berlinguer-35\/2019\/06\/09\/news\/enrico_berlinguer_perche_ti_abbiamo_voluto_bene-228363890\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla vittoria di Trump e della destra repubblicana nelle elezioni americane, possiamo ricavare alcune riflessioni. 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