{"id":2955,"date":"2025-02-05T08:00:00","date_gmt":"2025-02-05T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=2955"},"modified":"2025-02-28T17:37:28","modified_gmt":"2025-02-28T16:37:28","slug":"la-volta-che-il-bidello-ci-ha-disegnato-la-copertina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/la-volta-che-il-bidello-ci-ha-disegnato-la-copertina\/","title":{"rendered":"La volta che il bidello ci ha disegnato la copertina"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>REGISTRO DI SCUOLA \/ 1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ricominciano le nuove puntate del \u00abRegistro di scuola\u00bb, che si riferiscono all\u2019anno scolastico 2024-2025.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>24 settembre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Porte aperte<\/strong>. Il mondo va avanti senza che ce ne accorgiamo. Il progresso, signora mia! In una mia classe la porta non si chiude bene perch\u00e9 raspa per terra. Lo segnaliamo. Un giorno il collega forza il movimento e rischia di stare chiuso. Si decide di toglierla. Ora giace l\u00e0, in corridoio. Prevedo che ci rester\u00e0 settimane e forse mesi. Del resto una lima da legno \u00e8 un attrezzo di raffinata tecnologia che non pu\u00f2 essere impugnato impunemente. Tanto meno posso farlo io \u2212 mi venisse voglia: sarei denunciato! Quindi si fa lezione cos\u00ec, a porta aperta. Poco male. Ma il problema \u00e8 che di questi giorni le giornate sono buie, specie alle 8, e i temporali fanno disastri Nella nostra manica \u00e8 anche saltato il salvavita. Strumento di sofisticatissima tecnologia, che non pu\u00f2 certo esser sostituito da un giorno all\u2019altro, e cos\u00ec bisogna procedere a tentoni, si fatica anche a leggere. Ma il progresso va avanti. <em>Ad maiora<\/em>. E poi la bidella si lamenta perch\u00e9 ho unito tre banchi invece di tenere i banchi a coppie come li avevo trovati, per evitare che essendo in numero dispari un allievo stesse isolato tutta la mattina. Eh no: lei che ha solo minuto per \u201cfare\u201d la classe mica ha tempo di spostare il banco! Insomma. Dal che ricavo che il setting della classe \u00e8 dettato dai bidelli: ecco le classi dinamiche, polifunzionali, flessibili di cui tanto si favoleggia!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>28 settembre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo, chi?<\/strong> Leggo la morte di Orlando, le <em>Chanson de geste<\/em>! Dice il commento del libro di testo: i segni premonitori della sua morte sono una chiara allusione al racconto della morte di Ges\u00f9 in Matteo. Pi\u00f9 semplice di cos\u00ec! Ma avranno capito? Faccio riformulare a loro, i miei allievi di terza. Matteo chi? Parecchia fatica a risalire ai nomi dei 4 evangelisti&#8230; Detto questo, ma come sarebbe morto Ges\u00f9, dunque? Beh, fin che diciamo in croce, ancora ancora, ma \u2019sti segni premonitori? Insomma, diventa fatica anche trovare il passo preciso (e dire che sono la generazione digitale!), inserendo appropriate parole chiave. A fatica arriviamo a Mt 27,51 che faccio leggere estesamente. Il libro che abbiamo non ha nessuna inflessione religiosa, \u00e8 della Loescher! Ma d\u00e0 per scontato quanto ai nostri giorni non va pi\u00f9 dato per scontato: che i ragazzi sappiano che cosa sono i vangeli, chi sono gli evangelisti, come \u00e8 morto Ges\u00f9. Perch\u00e9&#8230; Ges\u00f9 \u00e8 morto?!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>18 ottobre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un azzardo (riuscito)<\/strong>. Un amico a fine settembre mi chiede se ho una seconda classe da portare al Festival dell\u2019accoglienza organizzato dall\u2019Ufficio Pastorale Migranti che si svolger\u00e0 a met\u00e0 ottobre. Ma sono 2 settimane!!! Si stratta di scegliere una \u00abparola dell\u2019accoglienza\u00bb e di presentare un lavoro multimediale, di qualunque tipo. Con una prima classe riciclo un lavoro preparato l\u2019anno scorso sul rapporto tra informazione e migranti. Ma quale altra classe posso portare? E con cosa? In modo azzardato provo a pensare alla mia nuova prima: la conosco da neanche un mese, eppure mi pare di avere davanti ragazzi svegli e interessati. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra difficolt\u00e0: insegno latino! E devo sottrarre ore a una materia che non \u00e8 facile ed \u00e8 pure poco pertinente. Non importa. Cercher\u00f2 di non stare indietro (una collega si \u00e8 raccomandata!) e allo stesso tempo di preparare in un tempo record qualcosa che possa essere presentato di fronte a molte persone. Ebbene: in due settimane circa abbiamo preparato una presentazione in power point per cui molti ci hanno fatto i complimenti. Prima abbiamo democraticamente scelto la parola: ne sono venute fuori tante, tutte interessanti, ma a un certo punto una ragazza ha proposto la parola \u00absalvagente\u00bb. Una parola che ha un immediato riscontro visivo, ma poi ragionandoci ci viene in mente che ha anche un significato concettuale. Si tratta di evitare il patetico, certo. Decidiamo di condividere un drive in cui ciascun allievo si impegna a postare un articolo, una foto, una poesia, una canzone, una idea\u2026 sul tema. Poi insieme dobbiamo vagliare: preciseremo, monteremo e cercheremo di trovare un filo logico. Anche io faccio la mia parte, ma senza prevaricare. Io non li conosco bene, ma l\u2019intuizione che avevo avuto si rivela valida: i ragazzi si mostrano molto sensibili sul tema, anche perch\u00e9 molti ci avevano gi\u00e0 lavorato alle medie, e forniscono molti spunti. Non capita spesso di trovare questo entusiasmo. Smettiamo di fare latino solo per due o tre lezioni: non possiamo fare diversamente. Poi c\u2019\u00e8 chi si prende il compito di preparare i testi, chi di preparare le slide, chi di montare le musiche sulle slide (anche se la cosa non andr\u00e0 in porto, per motivi tecnici!), ecc. Direi che nel complesso quasi tutti hanno messo qualcosa di loro. Si tratta infine di scegliere due presentatori: bisogna avere una bella faccia tosta per parlare di fronte a circa 250 allievi, provenienti da diverse scuole. (Specie se, come scopriranno, loro sono di fatto in pi\u00f9 piccoli in quell\u2019Auditorium!). Ma poi \u00e8 successo una sorta di miracolo: per la prima volta nella mia vita abbiamo coinvolto un bidello! Ci ha disegnato lui la copertina della presentazione, prendendo lo spunto da una vignetta di Mauro Biani, in cui si vede un gruppo di politici su una zattera che guarda indifferente verso il mare dove stanno annegando dei naufraghi. Siccome avevamo visto che il bidello del piano disegnava dei fumetti sulla tavola elettronica, abbiamo provato a chiedergli, e lui ce l\u2019ha mandata in un week end! L\u2019altra meraviglia \u00e8 la riflessione che abbiamo messo nell\u2019ultima slide di una ragazza della prima fila, sempre molto riservata ma riflessiva, che secondo me mostra una maturit\u00e0 che va oltre i suoi 14 anni: \u00abUn salvagente non \u00e8 solo quello che pu\u00f2 salvarti in mare, ma \u00e8 un appoggio anche per quando si \u00e8 arrivati a destinazione. Avere un salvagente non \u00e8 solo un augurio per chi, tristemente e coraggiosamente, intraprende viaggi di cui non si sa se avranno fine, ma \u00e8 un augurio per chiunque. A quelli che riescono a raggiungere la meta, auguro di continuare ad avere questo salvagente\u2026 perch\u00e9 il viaggio non \u00e8 finito. A chiunque abbia problemi auguro un salvagente: una persona, un pensiero, un posto che ti faccia andare avanti e ti salvi. A tutti i ragazzi che sono in cattive mani auguro un salvagente. Che sia una palestra per scoprire qualcosa che gli piace molto fare, che siano persone che aiutano questi ragazzi: sono tutti salvagenti. Potremmo essere noi salvagenti. Magari lo siamo gi\u00e0, magari stiamo gi\u00e0 aiutando persone in difficolt\u00e0, anche solo stando loro accanto, senza accorgercene. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: con impegno, tutti possiamo essere salvagenti. Insieme possiamo fare la differenza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>19 ottobre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>30 anni dopo<\/strong>. All&#8217;incontro sulle migrazioni trovo un signore che mi guarda e mi fa: \u00abSei tu?! Io sono Luigi!\u00bb. 49 anni, \u00e8 stato tra i miei primi animati a scuola (prima di fare l\u2019obiettore di coscienza ero andato come volontario a fare un po&#8217; di animazione per vedere come funzionava&#8230;). Aveva 17 o 18 anni nel 92 o 93, era un ragazzo turbolento, inquieto, adottato, sudamericano&#8230; Non posso credere che abbia 49 anni!!!!! Ci siamo abbracciati. Non lo vedevo da oltre 30 anni. Incredibile.<\/p>\n\n\n\n<p>In un incontro precedente sulle migrazioni, a cui ho portato la prima, invece ho visto un mio ex studente di ripetizioni. L&#8217;avevo avuto quando faceva prima, ora ha i baffi! Che bello rivedere persone che non vedi da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>22 ottobre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come valutare uno scherzo<\/strong>. Oggi ci colleghiamo dalla prima dove sto facendo latino con l&#8217;auditorium dove i candidati rappresentanti di istituto si presentano, e presentano i loro &#8220;programmi&#8221;. Faccio gestire il pc, dopo aver messo il mio account, da un allievo. A un certo punto una collega mi avverte che nella chat a mio nome c&#8217;\u00e8 scritto \u00abProf ti amo\u00bb. Peccato che risulti visibile a tutte le classi che hanno la chat visibile! Non ci faccio proprio una bella figura\u2026 Oltretutto sembra che me lo sia scritto da solo! Chiedo all&#8217;imputato, un ragazzone magro magro alto un metro e 92, di confessare senza tentennamenti. Gli faccio una bella rampogna sul fatto che non si deve permettere di mettermi in ridicolo davanti a tutti, e gli dico \u2013 scherzando \u2212 che se proprio vuole manifestare il suo affetto per me lo deve fare in privato! In realt\u00e0, scherzi a parte, questo fa riflettere su come i ragazzi si affezionano in fretta (li conosco da un mese) e poi all&#8217;interno di questa confidenza non riescono a distinguere i piani. Devono imparare a comportarsi in modo appropriato coi loro vari insegnanti, che peraltro si comportano anche in odi parzialmente diversi con loro: forse con me possono anche prendersi pi\u00f9 libert\u00e0 (a patto che studino!), mentre con altri colleghi devono essere pi\u00f9 formali. \u00c8 il bello di avere personalit\u00e0 diverse con cui relazionarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>28 novembre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Odio La Scuola<\/strong>. Dopo una bella discussione in classe, chiedo a Luigi, un allievo di prima, di mettere per iscritto le sue riflessioni. Dopo pochi giorni mi scrive questa mail: \u00abBuonasera Professore, Le invio una riflessione, come da Lei richiesto, sul discorso che mi ha fatto marted\u00ec. La scuola \u00e8 il luogo in cui passo la maggior parte delle mie giornate e non riesco a viverla in modo del tutto positivo ma comunque so che non potr\u00f2 ottenere mai nella vita qualcosa di totalmente positivo. Marted\u00ec Le ho detto che uno dei motivi per cui non sopporto andare a scuola \u00e8 stare seduti per cos\u00ec tanto tempo, Lei mi ha risposto che \u00e8 una questione di disciplina e ordine. Crescendo ho capito quanto esse siano importanti: non sopporto il disordine e comprendo quanto se ne creerebbe se non si stesse seduti. Tuttavia, come Lei ha detto, si potrebbe cambiare disposizione dei banchi e rendere la lezione pi\u00f9 coinvolgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra cosa che patisco sono i compiti, dovrebbero essere facoltativi se la consegna \u00e8 in breve termine e obbligatori solo se la consegna fosse in lungo termine. I facoltativi li si fa se si ha buonsenso, dopotutto la verifica un giorno arriver\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 darsi che io la scuola la odi per principio, forse a causa delle elementari: da una scuola in cui si fa tutto ci\u00f2 che si vuole in una in cui devi stare seduto tutto il tempo a fare cose di cui non capisci il motivo. Alle elementari: &#8220;Per le medie&#8230;&#8221;, in prima e seconda media: &#8220;Per la terza&#8230;&#8221;, in terza: &#8220;Per l&#8217;esame&#8230;&#8221;; non capivo il senso. Poi ho capito che prepararsi per il futuro \u00e8 molto importante, anche se mi rimane questo odio per la scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>A scuola ci sono gli amici, impari cose interessanti, ti prepari per il futuro, impari la disciplina. Non c&#8217;\u00e8 nulla di brutto, \u00e8 il sistema ad essere brutto. Io non odio la scuola, io odio La Scuola. Luigi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli rispondo cos\u00ec: \u00abCarissimo Luigi, sono molto grato di questa discussione, un po&#8217; dal vivo e un po&#8217; per iscritto. \u00c8 giusto trattare gli allievi come persone che hanno le loro idee, e comunicarsi reciprocamente le idee. Mi piacerebbe anche un giorno, potendo, che questa discussione potesse coinvolgere tutta la classe. Magari in una giornata di uscita si potrebbe pensare a qualcosa del genere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La routine scolastica ammazzerebbe anche un morto. Anche per me in un certo periodo (il liceo, la quarta!!!) \u00e8 stato un incubo. Per\u00f2 porto della scuola ricordi bellissimi, tanto pi\u00f9 scendo dal liceo alle elementari: bravissima maestra alle elementari, che ho ancora visto (spero non sia mancata, \u00e8 molto vecchia, e amava la musica: e me l&#8217;ha fatta amare) e bravissimo insegnante alle medie (che scriveva libri e faceva il giornalista: e mi ha fatto amare la lettura e in particolare i giornali, l&#8217;attualit\u00e0, e la politica, come forse un po&#8217; si capisce!). Persone senza dubbio eccezionali. E poi il professore con cui mi sono laureato, un genio, ovviamente insegnava letteratura latina. Severo e burbero, faceva paura, ma quanto l&#8217;ho stimato! Nulla mai andava bene, per lui, sempre pronto a mettere in discussione tutto e prima di tutto se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte la scuola invece di stimolare, reprime. Brutta cosa. Ti auguro che la scuola che hai cominciato non ti faccia questo effetto: se ti accorgi che ti passa la voglia prendi provvedimenti! Davvero. Tu sei un ragazzo serio, a volte sembri perfino chiuso nella tua monade. Ma hai le antenne molto sviluppate. Dobbiamo insieme, a te e a tutti, fare in modo che la scuola sia una cosa bella. Da solo io non ce la posso fare, anche se&#8230; mi impegno. Col tuo e vostro aiuto&#8230; speriamo di farcela! Continuiamo la discussione. Il tuo professore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>7 dicembre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Palestina, Israele<\/strong>. Come parlare a scuola del conflitto israeliano-palestinese? Perch\u00e9 la mia impressione \u00e8 che a parte alcune frange molto sensibili al tema, sono molti di pi\u00f9 a scuola i ragazzi che non sanno cosa sia Gaza o la West Bank, che vivono nel mondo delle fate (o dei videogiochi). Il tema \u00e8 delicato. Volevamo evitare le polarizzazioni. Abbiamo pensato al cinema. Un film per il biennio, <em>I bambini di Gaza<\/em>, il cui protagonista \u00e8 un bambino palestinese, e <em>Shoshana<\/em>, la cui protagonista \u00e8 una donna ebrea. Il primo ambientato durante l&#8217;intifada nel 2003, il secondo \u2212 destinato ai grandi \u2013 ambientato negli anni Trenta fino alla proclamazione dello Stato di Israele, il periodo del protettorato britannico, bistrattato anche a scuola, l&#8217;antefatto, per cos\u00ec dire, dei successivi conflitti.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo pensato che un bel film a volte pu\u00f2 servire a pensare. Il secondo \u00e8 un film complesso per i ragazzi, ma con la collaborazione dei colleghi di storia abbiamo dissodato un po\u2019 il terreno, condiviso i materiali. Io ho detto qualche parola introduttiva prima della proiezione. C\u2019erano 200 allievi di quinta, e 300 del biennio avevano visto l&#8217;altro film: mezzo migliaio di ragazzi in tutto. Potevamo fare di pi\u00f9? Me lo chiedo tutte le volte pensando a tutti gli altri allievi che non hanno potuto partecipare (siamo in pi\u00f9 di 1600\u2026). Ciascuna classe poi coi singoli insegnanti ha potuto ovviamente approfondire la discussione in classe.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande differenza tra i due film \u00e8 che in <em>Shoshana<\/em> viene rappresentato un ventaglio di posizioni, tra cui \u00e8 perfino difficile orientarsi. \u00c8 anche difficile dire chi ha ragione e chi ha torto. E poi non vince nessuno. Non \u00e8 un film irenico, a differenza dei <em>Bambini di Gaza<\/em>. Faccio un esempio: in <em>Bambini di Gaza<\/em> a un certo punto Mahmud, il protagonista, viene costretto dai suoi amici a tirare un sasso contro il suo amichetto surfista israeliano. Mahmud, dopo un attimo di incertezza, tira il sasso contro i suoi stessi compagni, che lo picchiano a sangue. Gesto che ovviamente emoziona il pubblico e lo fa \u201cstare bene\u201d, dalla parte \u201cgiusta\u201d, inducendo un comportamento virtuoso: mettersi contro le ragioni dell\u2019appartenenza a favore delle ragioni dell\u2019amicizia. Ma se avesse invece fatto il contrario? Come avrebbe reagito il pubblico? In <em>Shoshana<\/em> la scena finale vede la protagonista, che per tutto il film si mostra favorevole a un rapporto con gli arabi non giocato sulla violenza, che in un fermo immagine imbraccia il fucile e spara in direzione dello spettatore. In questo film i buoni perdono, i cattivi spesso vincono. Un film insomma meno manicheo, meno pedagogico. Ma \u00e8 giusto, credo, ad ogni et\u00e0 assegnare la sua pena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGISTRO DI SCUOLA \/ 1 Ricominciano le nuove puntate del \u00abRegistro di scuola\u00bb, che si riferiscono all\u2019anno scolastico 2024-2025. 24 settembre Porte aperte. Il mondo va avanti senza che ce ne accorgiamo. Il progresso, signora mia! In una mia classe la porta non si chiude bene perch\u00e9 raspa per terra. Lo segnaliamo. 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