{"id":4080,"date":"2026-08-28T09:00:00","date_gmt":"2026-08-28T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=4080"},"modified":"2026-08-28T12:37:29","modified_gmt":"2026-08-28T10:37:29","slug":"vade-retro-satana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/vade-retro-satana\/","title":{"rendered":"vade retro, Satana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Commento al vangelo della 22\u00aa dom.: Matteo 16,21-27<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo un cenno alla prima lettura, il famoso Geremia 20,7s, il cui testo \u00e8 diventato un giovanile canto ecclesiale negli anni 70: \u00abTu mi hai sedotto, o mio Signore&#8230;.quando parlo, devo urlare \u201cViolenza! Oppressione!&#8221;\u00bb. Anche noi oggi dobbiamo gridarle nel nostro mondo martoriato. \u00abNiente di nuovo sotto il Sole (Qohelet 1,10)&#8230;e sul fronte occidentale\u00bb, il romanzo di E. M. Remarque del 1929, poi film di E. Berger nel 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omissioni lucane.<\/strong> Il Vade retro Satana \u00e8 assente in Luca (come il \u00abDio mio perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb): questi sono solo i due pi\u00f9 vistosi, poich\u00e9 ce ne sono parecchi altri. Ci\u00f2 non significa che l&#8217;autore li abbia intenzionalmente \u201ccassati\u201d. Infatti nel nostro caso Luca non li ha proprio letti, poich\u00e9 possedeva solo il manoscritto del Marco II, la seconda edizione romana del vangelo, in cui l&#8217;autore li aveva eliminati perch\u00e9 aveva considerato il primo disdicevole (per Pietro) e troppo imbarazzante-tragico l&#8217;abbandono di Ges\u00f9 sulla croce. Luca non li ha proprio visti. Essi tuttavia sono stati ripristinati in maniera encomiabile dal Marco III, il nostro testo attuale in possesso anche di Matteo (in cui ci sono tutti). Non \u00e8 questo l&#8217;unico caso: come gi\u00e0 rilevato dal Buonaccorsi all&#8217;inizio del 900 [cfr il commento al vangelo della 29 dom. del 18 ottobre 2024] il marco di Luca \u00e8 pi\u00f9 breve di quello di Matteo. Sono parecchi i brani che si trovano solo in Marco e Matteo ma non in Luca; e non succede mai l&#8217;inverso (con l&#8217;unica eccezione dell&#8217;obolo della vedova, solo in Mc e Lc).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pietro ex-zelota?<\/strong> Egli \u00e8 un fautore del messianismo potente di stampo zelotico; perci\u00f2, dopo l&#8217;annuncio della passione, rimprovera aspramente Ges\u00f9 prendendolo in disparte. Nella chiamata di Simone, solo in Luca 5,1-11 Pietro afferma: \u00abAllontanati da me che sono un peccatore\u00bb (5,8).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 una scontata affermazione di ostentata umilt\u00e0, ma perch\u00e9 il passato di Pietro non \u00e8 del tutto cristallino; uno che maneggia la spada (Gv 18,10) ha dei trascorsi&#8230;zelotici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiamata di Pietro avviene sempre solo in Luca dopo la guarigione della sua suocera in 4,38s, in cui Ges\u00f9 aveva gi\u00e0 conosciuto Pietro. [La cronologia del terzo vangelo (e del quarto in particolare per la passione) \u00e8 pi\u00f9 attendibile dei primi due]. Ges\u00f9 ci ha&#8230;pensato bene prima di chiamarlo fra i discepoli, poich\u00e9 non era sicuro della sua &#8220;tenuta&#8221; nonviolenta, come ha dubitato della sua fedelt\u00e0 nella triplice domanda di Gv 21.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto di solito trascurato \u00e8 che Ges\u00f9 usa Satana (quale avversario di Dio) in modo simbolico per Pietro, almeno qui; mentre invece in Luca 10,18, in cui \u201cvede Satana cadere dal cielo come la folgore&#8221;, sembra considerarlo un&#8217;entit\u00e0-potenza personale di stampo soprannaturale, come nel caso di Giuda in Gv 13,2.27 in cui Satana ne prende possesso secondo l&#8217;evangelista. Qui \u00e8 invece metaforico per Pietro che ha solo &#8220;pensieri diabolici&#8217;: \u00e8 apostrofato come Satana in quanto oppositore della causa di Dio e tentatore nei confronti di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perdere la vita.<\/strong> Abbiamo gi\u00e0 trattato l&#8217;intero passo nel commento al vangelo della 24 dom. del 13 settembre 2024, a cui rimandiamo. Qui solo alcune aggiunte integrative su quanto viene dopo (il <em>mashal<\/em>) e quanto viene prima del <em>Vade retro<\/em>, ossia l&#8217; annuncio della passione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <em>mashal<\/em> (cio\u00e8 un detto sapienziale) sul perdere la vita abbiamo un altro esempio di quanto spiegato sopra: il Marco I aveva scritto di donare la propria vita <em>per il vangelo<\/em>. Il Marco II per\u00f2 l&#8217;ha cambiato in &#8220;per causa mia&#8221; (come leggiamo in Luca che ha solo il suo manoscritto). Ma il Marco III (il testo ultimo in nostro possesso), un vero campione di salvataggi (come col <em>Vade retro<\/em>) salomonicamente li ha scritti entrambi, per cui c&#8217;\u00e8 li ritroviamo anche nel nostro Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivevamo allora parafrasando le belle parole di P. A. Sequeri, che donare la propria vita \u00e8 un auto-affermazione di Ges\u00f9, anzi un&#8217;auto-definizione di Dio, una rivelazione della sua identit\u00e0 divina: il primo superamento dell&#8217;egocentrismo si ha in Dio stesso, che \u00e8 capace di \u201cperdere\u201d, cio\u00e8 di donare la propria vita al mondo in una fragilit\u00e0 relativa del suo presentarsi. Perdere la propria vita non significa stare o vivere male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ges\u00f9 nelle mani degli uomini.<\/strong> Quanto precede \u00e8 l&#8217;annuncio della passione, da cui anzitutto va scorporata la resurrezione che \u00e8 un&#8217;aggiunta posteriore: un detto non poteva finire tragicamente con la morte senza nominare la resurrezione. Tra l&#8217;altro si oscilla fra il terzo giorno, o dopo tre giorni, oppure tre giorni e mezzo come nell&#8217;Apocalisse 11,9.11; i tre giorni sono un <em>theologoumenon<\/em> dell&#8217;AT (Giona 2,1, Osea 6,2: cfr l&#8217;appendice tecnica), applicato al Cristo a tutti i costi per farne una predizione-prescienza del futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Addirittura \u00abIl terzo giorno \u00e8 risuscitato secondo le scritture\u00bb \u00e8 finito nel credo; ma nell&#8217;AT il <em>Leit-motiv<\/em> dei tre giorni \u00e8 generico, non specificatamente riferito ad un personaggio. Non si dice mai nelle scritture ebraiche che il Messia-Cristo, o il figlio dell&#8217;uomo o il figlio di Dio risorga dopo tre giorni, e men che meno che debba morire ucciso (un abominio per l&#8217;ebraismo), anzi deve \u201cregnare\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mano redazionale \u00e8 chiara anche nella precisione dei tre gruppi o sezioni in cui era diviso il sinedrio, un&#8230;parlamentino di anziani, sommi sacerdoti e scribi-dottori della legge. In Marco (e nei sinottici, con l&#8217;eccezione del quarto vangelo in cui ci va pi\u00f9 volte) Ges\u00f9 sale a Gerusalemme solo alla fine e in 11,11 vede il tempio per la prima volta: \u00abe dopo aver guardato ogni cosa attorno\u00bb. Se \u00e8 cos\u00ec, anche la composizione del sinedrio con le relative gerarchie non era un sistema da lui ben conosciuto. Ovviamente era chiaro che andando nella citt\u00e0 santa non sarebbe finita bene. Per Ges\u00f9, secondo il Marco I, il regno di Dio e il figlio dell&#8217;uomo sofferente non sono separabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma i tre giorni sono una quisquilia rispetto a quanto pu\u00f2 essere successo nei successivi ampliamenti, soprattutto l&#8217;ultimo. Il detto pi\u00f9 originario semplice, sfrondato si trova in Luca 9,44. nel secondo annuncio della passione: \u00abMettetevi bene in mente queste parole: il figlio dell&#8217;uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini\u00bb, cio\u00e8 per essere processato (<em>stop<\/em>). Il Marco I in effetti aveva scritto semplicemente in 8,31 <em>anast\u00eanai en krisei<\/em>, cio\u00e8 alzarsi in giudizio, ergersi a giudici costituendo un processo, come in Matteo 12,41 e Luca 11,32 al futuro: <em>anast\u00easontai en t\u00ea krisei<\/em>, \u00abgli abitanti di Ninive <em>si alzeranno contro<\/em> questa generazione e la condanneranno\u00bb. \u00c8 una classica traduzione <em>letterale<\/em> in greco di un&#8217;espressione semitica per istituire un processo giudiziario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dalla Resurrezione alla Parusia imminente.<\/strong> Ma il Marco II ha tolto <em>en krisei<\/em>,&nbsp; per cui \u00e8 rimasto il solo <em>anast\u00eanai<\/em> nel senso traslato di alzarsi, (ri)sorgere.., premettendo il venir ucciso e posponendo i tre giorni. Se \u00e8 cos\u00ec, se E. Hirsch ha ragione (ed io penso di s\u00ec), abbiamo il fatto clamoroso (stento a crederlo) del &#8220;processare\u201d che \u00e8 diventato \u201crisorgere&#8221;. Non si nega la resurrezione, ma si stigmatizza il modo approssimativo di inserirla e trattarla, gestendola con deplorevole faciloneria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 se i detti di questa sezione siano attribuibili o meno a Ges\u00f9. Discernere non \u00e8 facile poich\u00e9 tutto il brano di Cesarea una miscela-incastro di parole gesuane e di aggiunte posteriori non storiche: tagliando la testa al toro, o il nodo gordiano dei mille distinguo, diciamo che l&#8217;inizio sul pensiero della gente \u00e8 storico, seguito dal primato petrino inventato; segue lo storico <em>Vade retro<\/em>, ma poi c&#8217;\u00e8 il passaggio sulla croce simbolica impossibile prima della passione. Di nuovo sembra autentico il detto sul salvare\/perdere la propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E gli ultimi due problematici versetti 27 e 28? Il lezionario ha saggiamente omesso l&#8217;ultimo che in Matteo suona assurdo: \u00abalcuni fra i presenti non moriranno prima di aver visto il figlio dell&#8217;uomo venire col suo regno\u00bb [intendendo la Parusia o fine del mondo: una terribile cantonata, come in Paolo nella 1\u00aa Corinti 15,51].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per ragioni di spazio li tratteremo all&#8217;inizio del commento di domenica prossima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Appendice tecnica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Giona <strong><\/strong>2,1 <strong><\/strong>il profeta <strong><\/strong>rimane tre giorni e tre notti nel ventre del pesce che equivalgono con fatica a quelli di Ges\u00f9 nel cuore della terra; le notti per Ges\u00f9 sarebbero solo&#8230;due.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osea 6,2 recita: \u00abDopo due giorni ci ridar\u00e0 la vita, e il terzo ci far\u00e0 rialzare\u00bb; pure questa rivitalizzazione si adatta a stento con quella di Ges\u00f9. <strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;espressione del Credo \u201crisorto il terzo giorno <em>secondo le Scritture<\/em>\u201d \u00e8 forzatissima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u0391\u03bd\u03b1\u03c3\u03c4\u03ae\u03bd\u03b1\u03af<\/em> \u00e8 un infinito di <em>\u03b1\u03bd\u03af\u03c3\u03c4\u03b7\u03bc\u03b9<\/em>, il verbo classico nel saluto pasquale: \u201cCristo \u00e8 risorto\u201d, <em>Christos an\u00easte<\/em> (<em>an\u00easti<\/em> in greco moderno).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Commento al vangelo della 22\u00aa dom.: Matteo 16,21-27 Solo un cenno alla prima lettura, il famoso Geremia 20,7s, il cui testo \u00e8 diventato un giovanile canto ecclesiale negli anni 70: \u00abTu mi hai sedotto, o mio Signore&#8230;.quando parlo, devo urlare \u201cViolenza! 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