{"id":4109,"date":"2026-09-14T09:00:00","date_gmt":"2026-09-14T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=4109"},"modified":"2026-09-11T18:02:05","modified_gmt":"2026-09-11T16:02:05","slug":"nelle-incognite-del-riarmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/nelle-incognite-del-riarmo\/","title":{"rendered":"Nelle incognite del riarmo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fautori del riarmo europeo lo motivano con la necessit\u00e0 improrogabile della deterrenza: occorre, dicono, poter disporre di un potenziale bellico in grado di scoraggiare e dissuadere i potenziali aggressori, in primis la Russia di Putin; ed \u00e8 ormai chiaro che in questa direzione si muoveranno \u2013 forse con l\u2019eccezione della Spagna \u2212 i governi europei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma anche chi non volesse prendere in considerazione la lunga storia delle esperienze di lotta nonviolenta o di difesa popolare nonviolenta (le cui probabilit\u00e0 di successo non risultano inferiori a quelle delle armi) non pu\u00f2 non tenere conto dei gravi rischi che la deterrenza comporta quando ne consegue una rapida corsa agli armamenti. Anche il riarmo accelerato, infatti, tende a tradursi in una spirale, che vede continuamente accrescersi il senso di insicurezza su entrambi i fronti, sino a quando basta un incidente (casuale o provocato) per accendere la scintilla dell\u2019esplosione. Oppure interviene il calcolo del \u2018momento opportuno\u2019, che induce ad approfittare della situazione di vantaggio in cui il rapporto di forza si presume favorevole. Attualmente il pericolo di questa dinamica \u2212 che condusse alla prima guerra mondiale \u2013 \u00e8 sottovalutato, perch\u00e9 negli anni della guerra fredda si \u00e8 riusciti a scongiurarlo: ma dobbiamo tenere conto del fatto che in quegli anni i governanti dell\u2019Est e dell\u2019Ovest ricordavano bene il secondo conflitto mondiale e avevano chiaro che una nuova guerra avrebbe significato la \u2018mutua distruzione assicurata\u2019. Inoltre i canali di dialogo restavano aperti anche nelle fasi di crisi e l\u2019Onu esercitava il proprio ruolo. Oggi queste condizioni mancano; e a detta di molti ci troviamo in una situazione assai pi\u00f9 simile a quella dell\u2019Europa del 1914.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ludopatia bellica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo all\u2019Ucraina, larga parte della nostra informazione rimane concorde non solo sull\u2019invio di armi e sulle sanzioni alla Russia, ma anche sulla sostanziale esclusione di qualsiasi apertura di un dialogo con Mosca. Tuttavia \u00e8 interessante notare come alla base di questo orientamento si alternino due narrazioni: la Russia ci viene presentata ora come un paese ormai minato nella propria economia e sul punto di crollare, ora come una potenza militare pronta ad aggredire altri paesi, allargando il conflitto sin dentro l\u2019Unione Europea. Che le due narrazioni siano contraddittorie, non importa: l\u2019una e l\u2019altra vengono utilizzate per lasciare intendere che sarebbe un errore trattare, nel primo caso perch\u00e9 si \u00e8 prossimi a una resa o a un cambio di regime, nel secondo perch\u00e9 la minaccia \u00e8 gravissima e incombente. \u00c8 la logica del ludopatico, prigioniero di un gioco che per opposte ragioni non riesce ad abbandonare n\u00e9 quando sta vincendo, n\u00e9 quando perde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sarebbe pi\u00f9 serio offrire una veduta meno schizofrenica della situazione e prendere atto che la Russia non \u00e8 n\u00e9 facilmente trionfante n\u00e9 sull\u2019orlo dell\u2019abisso? Certo, lo sarebbe: ma non farebbe che confermare ci\u00f2 che i generali del Pentagono dicevano gi\u00e0 nel 2022, cio\u00e8 che la soluzione non pu\u00f2 essere militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto cambia l\u2019economia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una novit\u00e0 sorprendente, da quando si parla del riarmo europeo, \u00e8 il rovesciamento dei canoni dell\u2019economia da parte dei medesimi politici (ed economisti o giornalisti) che per vent\u2019anni hanno promosso e illustrato il vangelo dell\u2019austerit\u00e0 finanziaria. Tra i suoi capisaldi c\u2019era lo spettro dell\u2019indebitamento: guai a indebitarsi, soprattutto guai ad accrescere il debito in paesi gi\u00e0 gravemente indebitati, come l\u2019Italia! Non se ne doveva n\u00e9 poteva parlare \u2013 di ulteriore debito \u2013 nemmeno se finalizzato a investimenti o al mantenimento del <em>welfare<\/em>: il mancato rispetto dei vincoli era bestemmia, tale da squalificare senza appello un governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un anno a questa parte, quell\u2019enfasi sul debito \u00e8 stata archiviata. E non di rado qualche ministro si arrampica sui vetri sostenendo che il bilancio della Difesa pu\u00f2 divenire una \u201cvariabile indipendente\u201d: lo si pu\u00f2 miracolosamente accrescere senza tagliare altre spese, e senza fare debito producendo una crescita degli interessi sul debito. Ci\u00f2 che in modo perentorio veniva presentato come impensabile, oggi \u2013 nel quadro della priorit\u00e0 del riarmo \u2013 diventa addirittura doveroso e come tale ci viene indicato. Sul terreno dell\u2019economia, non conviene pi\u00f9 allarmarci: per produrre consenso alla nuova politica, conviene rassicurarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 da sperare che non tutta l\u2019informazione si conformi allo spirito del tempo. Altrimenti, finiremmo per somigliare alla societ\u00e0 orwelliana in cui da un giorno all\u2019altro un dogma poteva diventare un tab\u00f9, e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il primato tedesco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Restando in ambito economico, un obiettivo che sino a ieri godeva di buona stampa era quello delle \u2018razionalizzazioni\u2019. Lo si additava e perseguiva in varie circostanze con riferimento alla spesa pubblica nei diversi settori. Purtroppo, in alcuni casi la razionalizzazione si rilevava una foglia di fico dietro cui nascondere una riduzione complessiva o lineare degli investimenti nell\u2019istruzione o nella salute: ma nessuno pu\u00f2 negare l\u2019utilit\u00e0 di un severo controllo della spesa, in grado di evitare le diseconomie e produrre risparmi, consentendo di spendere meno a parit\u00e0 di risultato, o di migliorare l\u2019efficienza a parit\u00e0 di costo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tanto pi\u00f9 sorprende, quindi, che questo criterio non venga oggi applicato al riarmo nel momento in cui si ipotizzano giganteschi investimenti. Se la scelta \u00e8 europea, si dovrebbe innanzitutto operare per un\u2019integrazione dei sistemi d\u2019arma, che grazie all\u2019economia di scala consenta una riduzione dei costi, o un potenziamento a costi invariati. Invece no: se si parla della difesa del continente, questo processo viene talora auspicato (neanche troppo\u2026), ma in concreto quasi nulla se ne vede. E tutto si concentra sul Grande Investimento, ovvero sul 5% di spesa da parte dei singoli stati (dove \u00e8 noto che si tratta di una cifra \u2018inventata\u2019 e imposta da un capo di stato non europeo). Andiamo cio\u00e8 verso 27 riarmi nazionali. Il che non \u00e8 soltanto diseconomico \u2013 e tale da produrre un enorme spreco di risorse per un risultato mediocre \u2013 ma \u00e8 anche estremamente pericoloso per gli squilibri che si creeranno. Il risultato annunciato \u00e8 un vorticoso aumento della spesa militare tedesca, che certo non giover\u00e0 all\u2019unit\u00e0 del continente, producendo un brusco mutamento dei suoi equilibri interni. Tanto pi\u00f9 preoccupante in Germania con la crescita dell\u2019Afd.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni osservatori rilevano anche come questi indirizzi privilegino il punto di vista del Nord Europa rispetto a quello dei paesi mediterranei. Lo ha spiegato bene ai lettori di Limes (6\/2026) il generale Maurizio Boni, gi\u00e0 capo di stato maggiore del Corpo d\u2019armata di reazione rapida della Nato, in un saggio dal titolo eloquente (<em>Il riarmo tedesco non conviene all\u2019Italia<\/em>) che cos\u00ec conclude: \u00abGermania e Polonia condividono una russofobia strutturale, frutto di storia, geopolitica e memoria collettiva, che orienta la loro politica di difesa verso l\u2019obiettivo di massimizzare le capacit\u00e0 di contrasto militare alla Russia lungo il confine orientale della Nato. La conseguenza \u00e8 una politica di difesa che include ipotesi escalative dagli esiti incerti [\u2026] In nessun caso l\u2019Italia deve lasciarsi coinvolgere nelle logiche competitive tra Berlino e Varsavia che hanno come obiettivo dichiarato la costituzione delle forze armate pi\u00f9 potenti d\u2019Europa in chiave antirussa. Roma ha un interesse concreto alla stabilit\u00e0 del fianco Est europeo, non alla sua incontrollata militarizzazione. Soprattutto, l\u2019Italia ha un interesse vitale al fianco Sud dell\u2019Europa e della Nato, quello mediterraneo, africano e mediorientale, dove si giocano le partite energetiche, migratorie e commerciali di primario rilievo per la nostra economia e per la nostra sicurezza\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Manca un negoziatore europeo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 9 maggio scorso, nel giorno del consueto anniversario della vittoria del 1945, Putin invit\u00f2 l\u2019Europa a indicare un proprio negoziatore. Anzi, lo propose lui stesso nella persona dell\u2019ex cancelliere Schroeder. Aggiungendo per\u00f2: \u00abSe non va bene, scelgano qualcuno di cui si fidano\u00bb. Nei giorni successivi fu unanime il coro del dissenso sul nome di Schroeder, ritenuto (non a torto) irricevibile. Ma furono pochi a interrogarsi sulle alternative proponibili. Sulla stampa internazionale si azzard\u00f2 l\u2019ipotesi del presidente finlandese o di quello tedesco, o del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che pochi giorni prima aveva timidamente suggerito una riapertura del dialogo. Ma in breve ricadde il silenzio e l\u2019argomento non \u00e8 pi\u00f9 stato toccato \u2013 al di fuori delle segrete stanze \u2013 in questi mesi, n\u00e9 da Bruxelles n\u00e9 nei vertici dei pi\u00f9 o meno \u2018volenterosi\u2019 capi di stato. E non \u00e8 chiaro se la ragione sia nella difficolt\u00e0 di convergere su una persona o nelle divergenze sull\u2019opportunit\u00e0 stessa di un negoziato, o sui suoi contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso \u2013 essendo chiaro a tutti che negoziare non significa capitolare \u2212 si tratta di un segno di debolezza pi\u00f9 che di forza. Un\u2019Europa che nel rapporto con la Russia punta <em>esclusivamente<\/em> al riarmo e assiste\/partecipa al graduale scivolamento verso un conflitto di grandi proporzioni, tradisce innanzitutto se stessa e le sue radici. Ed evidenzia il proprio <em>deficit<\/em> politico, illudendosi di surrogarlo con la crescita degli arsenali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si fa presto a dire guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto il cancelliere Merz ci ripete che \u00abnon siamo in guerra, ma non siamo pi\u00f9 in pace\u00bb. Siamo, quindi, in un tempo intermedio, caratterizzato \u2013 ci viene detto \u2212 da una pulviscolare e sistemica \u2018guerra ibrida\u2019 scatenata da Mosca. Dal momento che in questo processo non si registrano n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall\u2019altra passi distensivi o inversioni di rotta, \u00e8 evidente che si tratta di un piano inclinato destinato a portarci \u2013 salvo auspicabili imprevisti \u2013 allo scontro. E a questo proposito \u00e8 curioso il pudore degli analisti che da un lato ci illustrano le \u2018ragioni\u2019 che paiono rendere irreversibile il conflitto tra Nato e Russia, ma dall\u2019altro stendono un pietoso velo sul <em>dopo<\/em>. Una volta superato il punto di non ritorno \u2013 che si sta avvicinando \u2013 a quali scenari si andrebbe incontro? L\u2019esperienza delle guerre contemporanee ci insegna che la vittoria definitiva di uno dei belligeranti \u00e8 del tutto improbabile. Il bivio \u00e8 tra un conflitto di lunghissima durata e il ricorso alle atomiche \u2018tattiche\u2019, ben pi\u00f9 potenti di quella di Hiroshima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se vogliamo procedere su questa strada, dobbiamo essere lucidamente consapevoli di cosa ci attende. Altrimenti, l\u2019imperativo non \u00e8 la resa: \u00e8 <em>non lasciare<\/em> <em>nulla di intentato<\/em> per scongiurare questo esito. E mobilitare a tal fine le energie e le intelligenze, la tenacia e il coraggio, che altri gi\u00e0 indirizzano verso le guerre future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo non lo stiamo facendo. E non lo facciamo neanche mentre si fanno pi\u00f9 drammatiche le ricadute di una crisi climatica che esigerebbe un\u2019azione globale. (Quanto somigli \u2013 <em>homo<\/em> <em>sapiens<\/em> \u2013 ai capponi di Renzo!).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fautori del riarmo europeo lo motivano con la necessit\u00e0 improrogabile della deterrenza: occorre, dicono, poter disporre di un potenziale bellico in grado di scoraggiare e dissuadere i potenziali aggressori, in primis la Russia di Putin; ed \u00e8 ormai chiaro che in questa direzione si muoveranno \u2013 forse con l\u2019eccezione della Spagna \u2212 i governi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":4110,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[224,1],"tags":[],"class_list":["post-4109","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guerra-e-pace","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.4 - 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