{"id":4120,"date":"2026-09-21T09:00:00","date_gmt":"2026-09-21T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/?p=4120"},"modified":"2026-09-18T19:09:28","modified_gmt":"2026-09-18T17:09:28","slug":"smartphone-e-adolescenti-il-tempo-di-reagire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/smartphone-e-adolescenti-il-tempo-di-reagire\/","title":{"rendered":"Smartphone e adolescenti, il tempo di reagire"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo un pezzo di Federico Repetto sull&#8217;uso dello smartphone da parte di ragazzi e adolescenti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;allarme di educatori e genitori, che di recente ha indotto molti governi a vietare l\u2019uso dei social al di sotto dei 16 anni, risale gi\u00e0 a qualche anno fa. Gi\u00e0 Twenge (<em>Iperconnessi,<\/em> 2018) e Haidt (<em>Generazione ansiosa,<\/em> ed. or.2024)documentano un aumento molto rilevante dell\u2019ansia e della depressione dichiarata dagli adolescenti, nonch\u00e9 dei casi di suicidio, di autolesionismo e di ricorso ai servizi psicologici negli Usa, in tutto il mondo anglofono e in vari paesi europei; e fanno partire la svolta dalla diffusione maggioritaria dell\u2019Iphone tra i ragazzi americani verso il 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Haidt tra il 2010 e il 2015 si arriva negli Usa a una trasformazione strutturale dell\u2019infanzia e dell&#8217;adolescenza, il cui sviluppo psicologico \u00e8 ormai legato allosmartphone. Ad esso i ragazzi sono connessi 24 h su 24 e 7 gg su 7, facendo uso di piattaforme che massimizzano <em>engagement<\/em> (interazioni on line), confronto sociale e dipendenza. Le generazioni precedenti, ancora intorno agli anni \u201960-\u201980, si erano formate attraverso il gioco fisico, sociale, libero, con possibilit\u00e0 di fare un\u2019esperienza relativamente autonoma in contatto con l\u2019ambiente. L\u2019infanzia \u201camministrata\u201d dagli adulti gi\u00e0 da tempo \u00e8 una realt\u00e0 diffusa, ma solo l\u2019uso dell\u2019Iphone e l\u2019accesso ai media e ai videogiochi on line hanno portato a una drastica trasformazione. Decisiva la nascita di Instagram (2010), specializzato nella diffusione di immagini, e il passaggio dai social \u201ctestuali\u201d (com\u2019era Facebook all\u2019inizio) ai social \u201cvisivi\u201d (pi\u00f9 pericolosi per l\u2019autostima, soprattutto femminile), e l\u2019introduzione di <em>feed<\/em> o <em>scroll<\/em> infinito e notifiche continue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aumento rilevante dell\u2019ansia e della depressione dichiarate dagli adolescenti e dei casi di suicidio, di autolesionismo e di ricorso ai servizi psicologici \u00e8 ben documentato non solo negli Usa, ma in tutto il mondo anglofono e in vari paesi europei. Haidt per\u00f2 non attribuisce ai nuovi cellulari, ai social e ai videogiochi presi da soli questo aumento, ma ritiene che essi abbiano spinto all\u2019isolamento digitale una generazione iperprotetta dai genitori, privata di esperienza autonoma, ecc. Infatti l&#8217;abuso dello smartphone \u00e8 in correlazione con (1) privazione di sonno: gli adolescenti dormono 1-2 ore in meno rispetto al 2010 e lo smartphone ne \u00e8 la causa principale (uso notturno, notifiche, luce blu sempre accesa); (2) confronto sociale permanente: Instagram e TikTok amplificano il confronto sociale visivo, con effetti pi\u00f9 forti sulle ragazze riguardo allo loro immagine corporea, con possibile diminuzione dell\u2019autostima (insoddisfazione per il proprio corpo); (3) il nuovo cellulare rende possibile il cyberbullismo e l\u2019umiliazione pubblica delle persone prese di mira: la persecuzione diventa continua, non pi\u00f9 limitata a scuola, ma possibile in qualunque luogo o momento; le ragazze subiscono pi\u00f9 bullismo relazionale e reputazionale, e infatti sono pi\u00f9 soggette a depressione dei maschi; (4) la dipendenza dasmartphone riduce fortemente il tempo per il gioco libero e l\u2019interazione sociale reale. La diffusione dellosmartphone non \u00e8 dunque <em>la<\/em> causa unica del fenomeno, ma la causa scatenante, che ha reso gli adolescenti sensibili alle altre cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando lo schermo si intromette<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simone Lanza (<em>L\u2019attenzione contesa. Come il tempo-schermo modifica l\u2019infanzia,<\/em> Armando, 2025) ci spiega come lo schermo, sia esso tv, tablet,smartphone o videogioco, non solo attira l\u2019attenzione con le sue immagini, ma <em>fa da schermo<\/em> agli sguardi tra le persone. Non solo il bambino gi\u00e0 alla nascita \u00e8 visto e fotografato attraverso lo schermo (per esibirne l\u2019immagine), ma l\u2019attenzione dei genitori verso il bambino \u00e8 spesso contesa da vari schermi, simultaneamente in funzione, cos\u00ec come quella del bambino verso i genitori. L\u2019esperienza virtuale sugli schermi prende sempre pi\u00f9 ore, mentre nei primi anni di vita abbiamo bisogno dell\u2019incontro diretto con le persone e con le cose, e del gioco con i compagni all\u2019aria aperta: nella sedentariet\u00e0 e nei rapporti mediati dallo smartphone manca la gestualit\u00e0 e il contatto fisico. L\u2019attenzione che fa crescere cognitivamente e affettivamente il bambino piccolo \u00e8 l\u2019<em>attenzione congiunta<\/em>, cio\u00e8 lo scambio intenzionale di sguardi con l\u2019adulto che lo porta a guardare un determinato oggetto o fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-1024x512.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4121\" srcset=\"https:\/\/ilfoglio.info\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-980x551.png 980w, https:\/\/ilfoglio.info\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/image-480x270.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studi pediatrici, psicopedagogici e sociologici mettono in luce tutti i diversi rischi (per lo sviluppo fisiologico e sensoriale, il peso, il sonno, il comportamento, la sensibilit\u00e0 affettiva o sessuale, la depressione, l\u2019ansia, la dipendenza, ecc.) correlati con l\u2019abuso di tempo-schermo in generale e in relazione a specifici mezzi tecnici e a specifici contenuti (cartoni, social, videogiochi, pornografia, ecc.). \u00c8 unanime l\u2019apprensione per lo sviluppo dei pi\u00f9 piccoli da parte dei pediatri americani, francesi e italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo lo scopo degli algoritmi delle multinazionali digitali \u00e8 catturare l\u2019attenzione e prolungare la fruizione, a beneficio degli inserzionisti pubblicitari, ma anche al servizio di genitori stressati dal lavoro e dalla velocit\u00e0 della vita quotidiana contemporanea, che hanno la tentazione di rilassarsi sui loro propri schermi, lasciando i figli a quelli che preferiscono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La velocit\u00e0 riguarda anche la fruizione dei video da parte dei bambini. Ad es. per catturare l\u2019attenzione, molti cartoni animati aumentano a tal punto la velocit\u00e0 delle loro scene esilaranti, che poi ai bambini non \u00e8 possibile riferirle in nessun modo: non sono pi\u00f9 storie narrabili, ma azioni frenetiche. Per questo \u00e8 importante il pi\u00f9 possibile evitare questo tipo di cartoni e sapere che tipo di contenuti vedono i figli, e quando \u00e8 possibile vederli con loro e commentarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Altre letture per orientarsi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo libro di Lanza, <em>Un attimo e arrivo! Gestire gli schermi per crescere una generazione attenta<\/em> (Sonda, 2026), \u00e8 chiarissimo e pieno di esempi e casi empirici, rivolto a genitori e insegnanti. Secondo l&#8217;autore c&#8217;\u00e8 a volte un collegamento tra disturbi della capacit\u00e0 di relazione, del linguaggio, della lettura e dell\u2019apprendimento e l\u2019abuso degli schermi, spesso attribuiti ad altre cause, o classificati semplicemente come Dsa (disturbi specifici dell\u2019apprendimento) o Dsl (Disturbi specifici del linguaggio). Si vedano anche i <a href=\"https:\/\/sip.it\/2025\/12\/02\/bambini-troppo-digitali-troppo-presto-ogni-ora-di-schermo-e-un-rischio-per-corpo-e-mente\/\">rischi documentati dell\u2019uso di smartphone nel sito della Societ\u00e0 Pediatrica Italiana<\/a> (la SPI raccomanda di non dare gli smartphone a bambini al disotto dei tredici anni!)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo la convergenza tra il degrado della scuola pubblica e la prevalenza dell\u2019intrattenimento nei media privati pagati dalla pubblicit\u00e0 ha portato a un abbassamento della qualit\u00e0 degli strumenti critici e dell\u2019informazione in mano ai cittadini. Gli adolescenti fragili in formazione rischiano di trovarsi soli esposti alle voci autodistruttive che portano le ragazze alla competizione illimitata per l\u2019aspetto fisico (cfr. L. Dalla Ragione e R. Vanzetta, <em>Social Fame,<\/em> Pensiero Scientifico Editore, 2023) e i ragazzi alla misoginia e al patriarcalismo (cfr. L. Bianchi, <em><u>https:\/\/complotti.substack.com\/<\/u><\/em>, 14-01 e 7-06 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prevenzione contro l\u2019abuso degli schermi necessita di un\u2019organizzazione comunitaria, in cui famiglie, scuola e istituzioni collaborino su base territoriale. Le iniziative restrittive e regolative di singoli genitori possono purtroppo infrangersi contro il lassismo dell\u2019ambiente. Le statistiche dicono, certo, che i genitori individualmente preoccupati sono la maggioranza. Ma non hanno molte probabilit\u00e0 di successo senza accordi con altri genitori, senza una conferma istituzionale e senza organizzazione. Per la limitazione dell\u2019uso i genitori pi\u00f9 coscienti e attivi possono per\u00f2 proporre a istituzioni e autorit\u00e0 territoriali di aderire ai \u201cpatti digitali\u201d (vedi sotto), che sono ormai stati stipulati in diverse citt\u00e0 italiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, <em>La generazione fantastica<\/em> (Rizzoli 2026) dello stesso J. Haidt e di C. Price, \u00e8 rivolto ai ragazzi e li incita a ribellarsi al conformismo dello smartphone e uscire dall\u2019isolamento e dalla vita \u201camministrata\u201d per vivere avventure comunitarie nel mondo reale, sociale e naturale. \u00c8 riccamente illustrato e contiene racconti a fumetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le vie da percorrere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco le buone pratiche raccomandate da Lanza: niente schermi prima dei 3 anni, tempo di tv limitato, durante i pasti familiari niente schermi (per nessuno), accesso ai social non prima dei 14 anni (seguendo le norme vigenti, senza falsare l&#8217;et\u00e0), niente cellulare a letto, ecc. (cfr. <em>L\u2019attenzione contesa,<\/em> pp. 215-17). In positivo, si tratta di organizzare delle domeniche senza schermi di famiglia o di gruppo (cfr. cap. 12 di <em>Un attimo e arrivo!<\/em>). Per l\u2019organizzazione dei \u201cpatti digitali\u201d: in generale: <a href=\"https:\/\/pattidigitali.it\/\">https:\/\/pattidigitali.it\/<\/a>; pi\u00f9 specificamente:<a href=\"https:\/\/www.unimib.it\/news\/patti-digitali-milano-bicocca-offre-supporto-alle-famiglie-gestire-lingresso-nel-mondo-online-dei\">https:\/\/www.unimib.it\/news\/patti-digitali-milano-bicocca-offre-supporto-alle-famiglie-gestire-lingresso-nel-mondo-online-dei<\/a>;&nbsp; per il contatto genitori-figli: <a href=\"http:\/\/www.custodidigitali.it\/\">www.custodidigitali.it<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordiamo la petizione promossa nel 2024 dal pedagogista Daniele Novara e dallo psicoterapeuta Alberto Pellai, rivolta al Parlamento italiano, perch\u00e9 non sia consentito il possesso dellosmartphone prima dei 14 anni e l\u2019accesso ai socialprima dei 16. La petizione ha raccolto ben presto 100.000 firme, e gi\u00e0 nel corso di quell&#8217;anno le parlamentari Madia e Mennuni hanno presentato un disegno di legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull&#8217;attuabilit\u00e0 tecnica e sul senso educativo di queste limitazioni naturalmente il discorso \u00e8 aperto e non \u00e8 il caso di lasciare l&#8217;iniziativa ai conservatori. Ma il punto fondamentale \u00e8 che bisogna rompere l&#8217;inerzia e l&#8217;isolamento sociale dei genitori, costruendo una nuova solidariet\u00e0 educativa degli adulti e un nuovo patto tra adulti e minori. \u00c8 necessaria una forte reazione collettiva organizzata sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno strumento importante della reazione contro l&#8217;abuso di schermi pu\u00f2 essere una campagna sui social fatta dagli stessi adolescenti. Ci sono adolescenti e giovani coscienti degli aspetti negativi della loro esperienza sui social. Sarebbe possibile quindi lanciare proprio sui social una campagna informativa (dal basso) da parte degli adolescenti, che sia parallela ai patti digitali, i quali vengono &#8220;dall&#8217;alto&#8221;. Certo, i patti digitali sono indispensabili perch\u00e9 coinvolgono i genitori, oggi poco coscienti o impotenti. Inoltre una copertura &#8220;dall&#8217;alto&#8221; autorevole (e non autoritaria) \u00e8 fondamentale per i soggetti in crescita \u2212 in questo senso \u00e8 necessario che anche i poteri pubblici diano un segnale attraverso l&#8217;obbligo per le piattaforme social di sorvegliare i loro contenuti, andando al di l\u00e0 delle proibizioni generiche. Il garante della privacy e le associazioni delle societ\u00e0 civile dovrebbero promuovere class action contro le piattaforme per tutelare i minori, mostrando cos\u00ec la determinazione del mondo adulto contro gli abusi degli oligopoli privati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Federico Repetto<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nella foto di copertina, <em>una vignetta<\/em><\/em> <em>apparsa sulla stampa australiana nel dicembre scorso appena dopo l&#8217;approvazione della legge che vieta agli under 16 l&#8217;accesso ai social.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo un pezzo di Federico Repetto sull&#8217;uso dello smartphone da parte di ragazzi e adolescenti. L&#8217;allarme di educatori e genitori, che di recente ha indotto molti governi a vietare l\u2019uso dei social al di sotto dei 16 anni, risale gi\u00e0 a qualche anno fa. 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