Ieri 26 gennaio ho visto in tv per caso un pezzo dell’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione, mi pare. In prima fila, a destra del ministro della Giustizia Nordio, seduto nel posto d’onore, cioè a sinistra del corridoio centrale (guardando dal palco); alla sua destra, quindi nel secondo miglior posto della sala, un cardinale, non ho idea di chi fosse.

Sarò ingenuo, forse irreligioso, ma mi permetto di chiedere: ma cosa c’entra u cardinale, lì, in quel posto, in quel momento? Che mi significa? Possibile che dobbiamo andare ancora avanti con queste prassi? Lo so bene che tutto risale ai Patti Lateranensi e al Concordato rinnovato nel 1984, ma a nessuno viene da dire: è ora di finirla e mettere punto? Nessuno si rende conto del ridicolo? Se non se ne rendono conto i credenti, difficile che siano i non credenti a farlo. Purtroppo gli atei militanti sono una massa troppo piccola per avere voce in capitolo.

Un fatto come questo rende la chiesa cattolica una istituzione poco credibile, dal punto di vista della coerenza col vangelo. O no? Sono troppo influenzato dall’aver appena spiegato in storia la giravolta che si consuma tra Costantino e Teodosio rispetto al persecutore Diocleziano, tra il 313 e il 380. Io in classe sbotto: contro una ignominia come questa, contro l’ora di religione cattolica, ecc. insomma contro quel regime privilegiato che nonostante tutto la chiesa cattolica continua a mantenere a scapito del fatto che… di giovani in chiesa ne vedo sempre meno! Giustificare il tutto con l’idea della maggioranza non è matematicamente possibile, a meno di gravi insufficienze di calcolo. Sarebbe bene prenderne atto. E metter mano a una più sana (anche per la chiesa stessa) distinzione tra civile e religioso.

Lettera firmata