A proposito dell’intervento di papa Francesco agli Stati generali della Natalità (sic), i giornali titolavano ieri: «Gli anticoncezionali sono come le armi». Non è soltanto uno scivolone.
Intanto: la differenza è assoluta: il drone ammazza vite umane; l’anticoncezionale non ammazza nessuno, impedisce che si inizi un processo vitale che potrà (come e quando?) diventare una vita umana. Inoltre, il Global Market Insight dava per il 2022 un fatturato di 21 miliardi di dollari, una cifra di gran lunga inferiore, e di fatto ridicola, rispetto ai 531 miliardi di dollari (stima 2020, prima delle due guerre a noi più vicine) del mercato globale delle armi. Il fatturato degli anticoncezionali è pari al valore di circa 100 caccia F35; poi ci sono i missili, le testate nucleari, le portaerei, i sommergibili, i carri armati ecc. Fermo restando che sulle armi papa Francesco ha il grande merito di parlare chiaro e condurre da anni una lotta impari e quasi solitaria, tracciare un ardito e inverosimile parallelo tra gli investimenti in armi e quelli in anticoncezionali significa fare un bel favore ai detestati mercanti di armi.
Ma la lettura del testo integrale del discorso pare addirittura escludere qualsiasi controllo delle nascite, interpretato esclusivamente (e moralisticamente) come patente segno di egoismo. Peggio della Humanae vitae. Ogino era già troppo?






