Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo Manifesto in via eccezionale oggi, giorno di elezioni. Ci sembra che ponga questioni importanti e soluzioni che, se pure discutibili (cfr. nn. 4, 6 e 7), meritano di essere prese in considerazione.
L’Europa, che dovrebbe essere uno degli strumenti di miglioramento continuo verso un maggiore progresso e una maggiore giustizia, non può non pensarsi allineata con il progetto femminista che è eminentemente democratico. Il 52% dei cittadini europei sono cittadine europee, un’Europa democratica deve dunque essere un’Europa femminista.
Il 5 dicembre 2023, femministe di tutti i paesi dell’UE, riunitesi a Nantes (Francia) per una conferenza, hanno invitato i dirigenti politici europei ad armonizzare i diritti delle donne nell’Ue. Il loro obiettivo era individuare le leggi più avanzate e più favorevoli dei differenti paesi dell’Ue e applicarle a tutte le donne residenti nell’Unione Europea.
Questa iniziativa, iscritta nell’agenda politica di alcuni paesi dell’Ue dalle elezioni europee del 2009, trova la sua origine nei lavori dell’associazione francese Choisir la cause des femmes («Scegliere la causa delle donne»), fondata da Simone de Beauvoir et Gisèle Halimi nel 1971. Le volontarie dell’associazione hanno confrontato le leggi relative ai diritti delle donne in tutti gli aspetti della loro vita: diritti sessuali e riproduttivi, diritto della famiglia, lotta contro le violenze patriarcali, indipendenza economica delle donne, partecipazione alla vita politica. Esse hanno poi raccolto un corpus legislativo favorevole all’emancipazione delle cittadine europee e migranti nell’Ue. Questo pacchetto legislativo comprende le leggi più avanzate in materia dei diritti delle donne e delle persone LGBTQI con un approccio intersezionale. Le discriminazioni legate al sesso o al genere sono in effetti aggravate quando le persone discriminate sono anche discriminate per la loro situazione sociale, la loro origine etnica, il loro credo, il loro handicap, ecc.
Alla riunione di Nantes dal 3 al 6 dicembre 2023, abbiamo dibattuto queste proposte. Abbiamo convenuto che, tenuto conto delle minacce straordinarie che pesano sulla pace e sui diritti umani, sociali ed economici, l’Ue dovrebbe prendere delle decisioni politiche forti per proteggere le donne e le persone LGBTQI.
Pertanto riaffermiamo che le donne e le persone LGBTQI sono le più vulnerabili di fronte a pericoli come:
- le crisi internazionali: conflitti armati e genocidi;
- le crisi democratiche legate alla salita al potere di gruppi antifemministi, anti gender, anti-migranti, anti UE e di estrema destra. Questi gruppi sono oggi al potere in numerosi governi e parlamenti in Europa e nel mondo;
- il crescere senza sosta dell’ultra liberalismo, che si nutre delle crisi economiche, aumentando ulteriormente le disuguaglianze sociali e l’emergenza della povertà estrema
- la crisi climatica globale, che causerà un enorme numero di migrazioni e aumenterà il tasso di mortalità.
Di fronte a tutte queste catastrofi apparentemente inevitabili, affermiamo che l’Europa ha un ruolo cardine da giocare nella difesa dei diritti delle donne e delle persone LGBTQI. Se l’Ue non vuol sparire o essere dominata dai suoi principali oppositori che si preparano a prendere il potere al Parlamento europeo allora essa deve agire. Questa azione deve essere sostenuta dai suoi partiti più progressisti, in accordo con i valori fondamentali dell’UE, in particolare la democrazia, la dignità e i diritti dell’uomo, i diritti sociali e l’uguaglianza.
Invitiamo solennemente i candidati alle elezioni europee di questi partiti progressisti a raccogliere le proposte legislative seguenti e ad applicarle una volta eletti:
- Un’educazione sessuale completa dalla scuola dell’infanzia e per tutto il periodo d’istruzione.
- Un accesso gratuito ai mezzi di contraccezione moderni.
- Un accesso libero e gratuito a un aborto legale e sicuro.
- L’iscrizione dell’aborto nella carta dei diritti fondamentali.
- Il diritto al matrimonio per tutte le coppie.
- Il diritto ad adottare e l’accesso alla procreazione medica assistita per tutte le persone, single o in coppia, omosessuali o trans;
- Il riconoscimento legale del genere basato sull’autodeterminazione.
- La definizione di stupro e di violenza sessuale in assenza di un consenso positivamente espresso.
- L’adozione di un quadro di leggi sulle violenze sessiste e sessuali comprendenti un insieme di misure di prevenzione, di sensibilizzazione, di formazione dei professionisti, di aiuto alle vittime, di tribunali specializzati e un budget sostanziale per metterli in atto.
- Un salario minimo vitale in tutti gli stati europei.
- Un congedo di paternità obbligatorio della stessa durata del congedo di maternità e un congedo parentale non trasferibile.
- Una legge efficace: stesso lavoro, stesso salario.
- Uno scrutinio proporzionale con un’alternanza rigorosa dei candidati maschili e femminili in tutte le elezioni.
- Condizionare il finanziamento dei partiti politici a una parità effettiva a tutti i livelli di decisione.
- Un sostegno finanziario alle associazioni femministe e un sostegno finanziario efficace alle azioni politiche femministe.
- Una libertà di circolazione effettiva per tutte e tutti.
Invitiamo tutte quelle e quelli che condividono il principio «Il Meglio dell’Europa per le donne» a unirsi a noi per promuovere e fare avanzare questo progetto legislativo in ognuno dei loro paesi. Questo richiede un impegno e un coraggio collettivo. È urgente mobilitarsi!






