Molti amici e persone attive nella cultura cattolica torinese, il 9 novembre, presso il CAM (polo culturale dei Missionari della Consolata, «Cultures and Mission»), hanno ricordato con gratitudine Beppe Elia (1948-2023). Il suo fu un continuo “servire” con disponibilità, chiarezza, concretezza, con rispetto e cura della cultura pensante, nella chiesa torinese e nazionale. Sobrietà e continuità, la sua, modello di modestia intelligente, seria e fedele. Eppure, nel momento della «glaciazione ruiniana» della chiesa italiana (il tempo di Ruini presidente dei vescovi, e Ratzinger papa), Beppe fu insieme a quanti, a Torino e in Piemonte, espressero una chiara voce critica (per es. col gruppo «Chiccodisenape»), nella lealtà comunitaria, per riprendere lo spirito del Concilio e di Pellegrino; per assumere le nuove condizioni socio-culturali, nelle quali dire e vivere il vangelo; per non lasciarlo catturare, col compiacimento clericale, da quel liberismo ateo ossequioso alla residua tradizione cattolica, ma svuotato di giustizia, di fraternità, di dedizione. Beppe Elia partecipò validamente alla risposta evangelica opposta alla c.d. «religione civile», dei falsi ossequi elettorali, degli individualismi avidi e consumistici e libertini, corrosivi dell’Italia, che pesano fino ad oggi, e impegnano una seria etica civile e democratica, in questi tempi di guerre crudeli e di nuovi autoritarismi. Egli fu un esempio di quel «cristiano adulto», figura non sempre presente nella vita civile italiana. Fu fedele e libero, libero e fedele, nella parresia. Seppe vivere la fede cristiana nella vita culturale, civile e politica, come anima e alimento, lungi da quel clericalismo che compare quando manca l’anima. Torniamo al nostro impegno quotidiano confortati da esempi come quello di Beppe Elia.
Enrico Peyretti
Per meglio conoscere la vita di Beppe Elia, ripubblichiamo qui (con un taglio), col permesso dell’autore, Luca Rolandi, il pezzo uscito sul settimanale diocesano «La Voce e il Tempo» del 10 novembre 2024 col titolo Beppe Elia, cristiano autentico.
Guardava lontano, Giuseppe Elia, detto Beppe, persona di cuore e di pensiero, cattolico laico impegnato nella Chiesa, nella società e nella cultura. Un ingegnere del suono e del silenzio nella professione e nella vita. Padre e marito esemplare di Luciana, scomparsa nel 2012, e poi di Stefania. Un legame profondo, sincero, mai clericale, ma sempre improntato al ruolo determinante dei laici nella dimensione feriale del popolo di Dio, coadiutori dei presbiteri e dei religiosi. Aveva 74 anni quando è morto, nel 2023, dopo una malattia vissuta con la consapevolezza cristiana della conclusione del cammino terreno. […]
Elia aveva una visione e un orizzonte che tenacemente ha cercato di seminare e costruire non per sé, ma per la comunità. Ascolto, mediazione, legami fraterni, capacità di unire mondi in una trama che non sempre riesce o porta risultati tangibili, ma è segno distintivo del compimento dell’umano e del divino, cristiano e oltre. La sua esperienza ecclesiale è ricca e varia, sempre vissuta nell’umiltà del servizio, mai una parola fuori posto; pacato e pensante, il suo approccio era sempre quello del sorriso e dell’ironia, unite alla serietà e alla responsabilità del proprio essere credente. La sua esperienza ecclesiale si è svolta per molti anni in Azione cattolica, l’ambiente di formazione. L’Azione cattolica erede della scelta religiosa di Vittorio Bachelet e mons. Franco Costa, del prof. Alberto Monticone e Rosy Bindi, di centinaia di donne e uomini, giovani e adulti impegnati nel comprendere le mutazioni sociali e antropologiche, religiose e scientifiche e testimoniare la fede in un tempo difficile come gli anni Settanta e Ottanta. Il Concilio Vaticano II come bussola, il Vangelo come guida, la storia e i suoi tormenti, bisogni e speranze come sentiero dell’umano. Nella Torino del post-concilio e degli anni della «Camminare insieme» del cardinale Michele Pellegrino e del carmelitano Anastasio Ballestrero, suo successore, Beppe Elia cresce e si mette al servizio negli anni in cui ci sono preti maestri e guida come don Antonio Amore e Giorgio Piovano, laici come Davide Fiammengo e Carla Rossi. Beppe Elia ha ricoperto in Ac vari incarichi diocesani: vicepresidente dei giovani, vicepresidente degli adulti, segretario, presidente (dal 1979 al 1983), ha collaborato negli anni 80 ad alcune Commissioni nazionali del settore adulti. Dal 1988 al 1993 è stato eletto segretario del Consiglio pastorale diocesano, esperienza vissuta prima con il card. Ballestrero, poi con il card. Saldarini. Ha continuato il suo servizio nel Meic con i pastori Poletto, Nosiglia e ha visto l’ingresso dell’amico Roberto Repole. Dopo una parentesi di alcuni anni di impegno politico (coordinatore regionale dei Cristiano sociali, fino al 1998), è stato eletto nel 1999 presidente del gruppo Meic di Torino e tre anni dopo è entrato in Consiglio nazionale. Nel 2005, conclusa l’esperienza di presidente di gruppo, è divenuto delegato regionale del Meic, fino alla nomina (nel 2012) di vicepresidente nazionale.
Negli ultimi vent’anni ha poi tenuto intensi rapporti con molte associazioni laicali per realizzare progetti comuni, e nel 2007, con alcuni amici (anche del Meic torinese) ha costituito la rete «Chiccodisenape», uno spazio di discussione, di studio e di proposta in ambito ecclesiale, aperto a singoli e a gruppi, e in collegamento con altre analoghe esperienze italiane e i campi interassociativi estivi. Dal 2014 al 2022 è stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale dando un’impronta forte all’esperienza ecclesiale degli intellettuali catto-lici radicandola nei territori e aprendola ad una azione ecclesiale inclusiva, larga fuori dalle mere dimensioni elitarie ed accademiche. Non saremo mai troppo grati a Beppe Elia per la sua lezione di laico cristiano autentico, coni limiti e le sofferenze della vita, le gioie e le speranze di una esistenza vissuta intensamente fedele alla promessa della nuova vita, il mistero pasquale della morte e resurrezione che è centro e fondamento della fede cristiana.
Luca Rolandi







Grazie a Enrico e Luca , per questo ricordo di Beppe. Spero che da Lassù, caro Beppe tu possa “CAMMINARE INSIEME” a noi. Ciao