Perché nell’informazione pubblica si lamenta la crescita dei prezzi più che la morte di tante persone e tanti bambini e bambine? Perché non diciamo forte che chi comanda e chi esegue la guerra è omicida come un assassino di strada? Perché non si soffre e non si condanna l’uccisione di vite umane, cinicamente deliberata, come il maggior male dei governi autocratici, nazionalisti, suprematisti, razzisti, imperiali?
Come si può dire di essere «né favorevoli né contrari» (Meloni) alla ingiustificabile guerra aggressiva di Trump e Netanyahu all’Iran? Ciò vale forse anche per le guerre di Putin e di Hitler?
Poiché “politica” vuol dire vivere molti insieme (polis = città, molti, vicini), tutti differenti ma uguali in dignità; poiché ormai siamo tutti legati ad un’unica sorte planetaria, dunque ogni guerra distruttiva e omicida, è massimo delitto di lesa umanità.
Lo Stato non è sovrano, nel senso di “non riconoscere nulla di superiore”, ma solo nel senso di dover essere rispettato nei propri diritti e organizzazione, entro la legge superiore e universale, anche “non scritta”, di pari dignità di tutti i popoli e di tutte le persone umane, come è anche deliberato nel diritto internazionale.
La Costituzione italiana afferma: «L’Italia ripudia la guerra». La politica di armamenti e deterrenza provoca la guerra, che non difende ma tradisce la vita di tutti.
Le diverse religioni tradiscono l’unico Dio di tutti se non si impegnano insieme a difendere la vita e quindi a disarmare l’omicidio di guerra.
I cristiani, come Gesù, amano i nemici, cercano di dare bene in cambio di male, per costruire giuste relazioni universali, si disarmano per non minacciare nessuno.
La Pasqua che viene in questi giorni di guerra ci porta l’energia vitale dello Spirito santo, che afferma la vita sul male. Questo i cristiani credono, sperano, amano, e per questo vogliono agire con umile tenacia fino a che l’umanità abolisca il male della istituzione guerra, in tutti i suoi aspetti.





