Riceviamo questa lettera e volentieri pubblichiamo. Con l’occasione chiediamo ai lettori del blog di scriverci. La redazione si riserva di pubblicare le lettere che siano di comune interesse, anche senza rendere noto il mittente se così richiesto, come in questo caso.

Sono una mamma anziana con un passato di lotte femministe che non ho mai rinnegato, ma a cui oggi partecipo poco in prima persona a causa della fatica dell’età. Ciononostante rimango profondamente femminista e insorgo quindi quando percepisco il tentativo di colpevolizzare le donne vittime di violenza con il più o meno esplicito pensiero: «Ma non è che te la sei cercata? Come eri vestita quando…? Che cosa stavi facendo? Dove eri a quell’ora?».

Ora capita che una di queste sere mia figlia, casualmente ospite per qualche giorno a casa mia e decisamente adulta, mi chieda l’auto per uscire a incontrare gli amici e, per una volta eccezionalmente lontana dal peso della conduzione di una vita familiare, serena ma impegnativa, passare serenamente una sera di vacanza. Mi compare davanti, bella e più giovane della sua età e mi chiede: «Mamma come sto?». Sembra avere dieci anni di meno, è sottile e atletica, elegante con gusto, un tubino nero un po’ corto, calze nere, appena un filo truccata. Le confermo che sta bene, perché è vero, è davvero bella, anche se non sempre se ne rende conto ,perché passa la vita a correre in un ambiente in cui è apprezzata per quello che sa fare e per quello che realmente è e non per il suo aspetto.

Così esce con un sorriso luminoso rassicurata dalla mia approvazione: mentre è sulla porta io la raggiungo e con tono scherzoso le dico: «Ehi, stai attenta agli orchi!». Lo dico in tono leggero, per non comunicarle la mia ansia di madre e lasciarle vivere una sera serena, al che lei con lo stesso tono mi risponde che lo sa.

Poi passo la sera a domandarmi se quel tubino nero un po’ corto non può essere preso come un invito, se la sua faccia sorridente non possa essere fraintesa…

E allora mi rendo conto che il femminismo, il mio femminismo, nonostante gli anni passati e le conquiste e la strada fatta in questi ultimi 60 anni, non riesce ancora a darmi la sicurezza a cui avremmo diritto tutti noi donne e uomini; e mi fa pensare che sarei stata più tranquilla a veder uscire mia figlia con un paio di jeans! Perché so che ancora oggi le donne sono spesso in pericolo e che la femminilità quando non è nascosta sotto un maglione informe è un rischio! E mi viene da piangere! Siamo molto molto indietro se una come me arriva a pensare questo: siamo ancora a 60 anni fa con i Flintstonee il suo «Wilma, dammi la clava»!

Lettera firmata