Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera firmata.
Bianca e Isabella sono tra le partecipanti più assidue alla Presenza di Pace che si tiene a Torino da 133 settimane (ogni sabato alle 11 in piazza Carignano). Donne da sempre generosamente impegnate nella politica e nelle lotte sociali.
Sabato scorso Bianca, nel suo intervento, ha ricordato un incontro tenutosi nei giorni precedenti con una coppia palestinese reduce dall’inferno di Gaza, che ha riferito la propria esperienza: i bombardamenti, la fuga, la fame, e intorno il massacro. Ha concluso osservando che come femminista è rimasta turbata da un’affermazione della donna palestinese: «Per noi la maternità è un atto politico, uno strumento della nostra resistenza». Ovvero: fare figli è uno dei mezzi che ci sono rimasti per contrastare la pulizia etnica in corso e l’annientamento del nostro popolo.
Poco dopo di lei ha preso la parola Isabella, che, dopo aver denunciato la nostra sudditanza agli Usa, ha detto di non condividere per nulla l’uso politico dei corpi delle donne e dei bambini: è una strada percorsa mille volte nella storia, con buone o il più delle volte pessime intenzioni. Non a caso – ha aggiunto – la proponevano il fascismo e tutti i nazionalismi guerrafondai e maschilisti, e la percorrono oggi in Israele gli ebrei ultraortodossi.
Ragioni sacrosante quelle di Isabella, mi verrebbe da dire. Anche se la donna palestinese replicherebbe: «Provate, se ci riuscite, a mettervi nei miei e nei nostri panni».
Chissà. Certo si tratterebbe, a monte, di non precipitare nella logica distruttiva della guerra. Di cui è forse questo l’esito peggiore: quando ci sei entrato, diventa difficilissimo uscirne, e come un ludopatico sei indotto ad alzare la posta ben oltre ciò che avresti immaginato. Lo spiegava con amaro sarcasmo Bertolt Brecht in Madre Coraggio: «La guerra da principio è difficile. Ma poi quando ha attaccato tien duro. Allora si ha paura della pace, come chi gioca a dadi ha paura di fare i conti, di vedere quanto s’è perduto». E tuttavia non abbiamo ancora imparato la lezione.
Una lettrice
Foto di Giorgio Mancuso da https://www.pressenza.com/it/2024/01/torino-aboliamo-la-guerra-100a-presenza-di-pace/






