Felice Balbo (1913-1964) è stato un filosofo torinese, che ho anche incontrato brevemente a Roma, intorno al 1960. Militò nella Sinistra Cristiana, poi nel Pci fino al 1950. Sentendo e pensando la moderna “crisi di civiltà”, elaborò una concezione positiva dell’uomo come “il poter essere sussistente”, dotato di una “amorosa inclinazione al più essere”, al “futuro totale”. Pensò la persona umana come soggetto che partecipa all’essere esistenzialmente, non essenzialmente, in continuo compimento verso la pienezza, credendo che l’impossibile di oggi (per es. la pace) possa  realizzarsi domani, tramite la fede nel possibile che creativamente trasforma il reale. Questo pensiero aiuta ad uscire dal mito negativo del pessimismo cosmico, e a vivere la dialettica radicale tra essere e divenire. Così Felice Balbo elabora una filosofia dello sviluppo umano, che impegna ad una realizzazione comunitaria di umanità.

Idee per una filosofia dello sviluppo umano è ora ripubblicato, a cura di Giorgio Rivolta, nella collana Filosofia della Persona, promossa dall’associazione filosofica Persona al centro, composta anche da Vittorio Possenti, Claudio Ciancio, Ugo Perone (Mimesis, Filosofia della Persona n. 8, 2025, pp. 205, euro 22,00). È un lavoro di “pensiero per la vita”, non solo per filosofi, ma per ogni persona, per le nuove generazioni, un lavoro centrato sulla filosofia dell’essere, che attinge alla tradizione aristotelico-tomista.

In sette capitoli, Felice Balbo tratta i temi che indico sinteticamente: 1 − Della crisi reciproca della filosofia e della società. 2 − Oltre l’involuzione empirista delle  filosofie egemoni, l’Autore rintraccia le prime indicazioni sulla filosofia capace di sviluppo, sulla storia “in fieri”. 3 – Balbo riflette sulla rigenerazione storica della “filosofia dell’essere” nelle sue tesi fondamentali (su Dio, religione, scienza), sulle quali segnalo una chiara sintesi: nessun “possesso” dell’Assoluto; storicità della filosofia; l’evidenza dell’essere è data all’uomo e non posta da esso, così si ha la disposizione esistenziale alla verità; la filosofia è «la conoscenza anticipata e anticipatrice del mondo da realizzare» (pp. 113-114). 4 –L’essere umano e la sua realizzazione: dall’imperfezione al massimo bene umano. 5 − L’etica di sviluppo umano: l’educazione, le norme etiche e giuridiche. 6 – L’umiltà come “cominciamento e fondamento” esistenziale, servizio e amore verso tutte le realtà (qui una bellissima pagina di Max Scheler), quindi essere nella verità, nel retto atteggiamento esistenziale: «Umiltà e filosofia dell’essere e sviluppo sono in stretto rapporto di reciprocità». 7 – Lo sviluppo umano nella società: criteri per la scoperta del bene comune universale. Ci sono ragioni sufficienti per pensare che non sia solo utopia lo sviluppo umano, sia pur lento e imperfetto. Chiude il volume un’appendice di osservazioni sulle condizioni empiriche del lavoro filosofico.

Credo che, nella fatica e nel pericolo grave del momento presente, l’impegno a pensare in serietà e profondità, sia, insieme all’azione responsabile verso tutti, c la risorsa umana che può salvare il significato della nostra vita.