Credo che i nostri giovani, bombardati da allarmi di ogni sorta, abbiano bisogno di messaggi positivi per credere nella possibilità di avere un futuro e contribuire a costruirlo. Uno di questi viene dai recenti dati pubblicati da Eurostat, secondo i quali nel 2024 le energie rinnovabili sono state la principale fonte di generazione di energia elettrica nell’Unione Europea, rappresentando il 47,3% della produzione totale. Hanno generato 1,31 milioni di gigawattora (GWh), con un aumento del 7,7% rispetto al 2023. Ricordiamo che le energie rinnovabili includono l’eolica, il fotovoltaico (detto anche solare), l’idroelettrica, la geotermia e le biomasse.

Al contrario, la produzione di energia elettrica da combustibili fossili (generatrice di CO2) è diminuita del 7,2% a 0,81 milioni di GWh, pari al 29,2% del totale. Infine, la produzione delle centrali nucleari si è attestata a 0,65 milioni di GWh, pari al 23,4% dell’energia elettrica generata nell’UE, registrando un aumento del 4,8% rispetto al 2023.

Ovviamente il dato rappresenta la media europea, all’interno della quale si registrano differenze enormi tra i 27 Stati membri. In Svezia, infatti, le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 70% della produzione di elettricità, mentre l’Italia fa magra figura addirittura sotto il 20%, lontana da Grecia e Spagna ormai quasi al 30% e Portogallo già oltre il 40%.

Diventare il primo continente al mondo climaticamente neutro entro il 2050 richiede misure ambiziose per consentire ai cittadini e alle imprese europee di beneficiare di una transizione verde sostenibile.

L’uso di energie rinnovabili presenta molti vantaggi, tra cui la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e una minore dipendenza dai mercati dei combustibili fossili (in particolare petrolio e gas). La crescita delle fonti energetiche rinnovabili andrà anche stimolare l’occupazione nell’UE, attraverso la creazione di posti di lavoro nelle nuove tecnologie “verdi”, che sono una delle pietre angolari dei 600 miliardi di euro che l’Unione Europea ha stanziato per finanziare il Green Deal 2030.

Vale la pena di ricordare i tre principii e obiettivi che l’Europa si è fissata con il Green Deal:

  1. nessuna emissione netta di gas a effetto serra entro il 2050
  2. crescita economica dissociata dall’uso delle risorse
  3. nessuna persona e nessun luogo lasciato indietro

Sembra un’utopia, ma ci stiamo andando! È vero che in questo momento, per effetto combinato della guerra commerciale dichiarataci dagli USA, della guerra armata portata ai confini dell’Europa dalla Russia, e dell’inflazione che traduce in termini economici le diverse minacce, i Paesi europei e la Commissione stanno dilazionando gli obiettivi più ambiziosi. Ma è anche vero che il cambiamento è in marcia.

Non solo nelle grandi dimensioni della produzione di elettricità, ma anche nei comportamenti di tanti cittadini, compresi i più giovani. Hanno meno fretta di avere la patente e di guidare un’auto, molti cominciano a preferire il treno all’aereo, alcuni cominciano a boicottare la fast-fashion in favore dell’abbigliamento di seconda mano.

Il messaggio è: ce la stiamo facendo! Con fatica, magari più lentamente di quanto auspicabile, con più fatica quando si tratta di cambiare i nostri comportamenti (per es. l’Intelligenza Artificiale consuma un’enormità di energia: usiamola quando veramente è utile!), ma insomma il cambiamento è cominciato. Staremo dalla parte degli attori o degli spettatori?