La parabola discendente di Tramp dimostra l’incapacità delle destre di governare il passaggio storico che viviamo dando risposte efficaci ai problemi che abbiamo di fronte. Ad appena poco più di un anno dalla sua elezione, è ormai chiaro l’inganno con cui le ha vinte e l’abbaglio preso dai suoi elettori. Lo slogan Maga (make America great again) per Trump significa usare la grande forza militare di cui dispone per arrestare il declino degli Stati Uniti e consolidarne l’egemonia e così poter trattare da una posizione di forza con le altre grandi potenze facendo buoni affari, incrementando senza limiti il suo patrimonio e quello di familiari e amici. I molti che lo hanno votato invece pensavano che significasse riportare gli Stati Uniti all’eccezionale sviluppo industriale della seconda parte del secolo scorso che prometteva riscatto sociale e ricchezza per tutti. Come si vede sono due programmi che pensano a due Americhe molto differenti.
L’amministrazione Trump, per accrescere l’egemonia, ha dovuto aumentare le spese militari per poter intervenire nelle zone di conflitto, tagliando le già basse spese sociali, e questo non è piaciuto a molti. Ancora più gravi sono le contraddizioni nella politica economica. Oggi la ricchezza deriva dalla finanza, dall’uso delle tecnologie avanzate e dallo sfruttamento dello sviluppo dei paesi un tempo arretrati; tutte risorse che la classe media non è in grado di utilizzare. Tutta la politica di Trump dunque − dazi, caccia all’emigrato, accordi con le altre superpotenze e con i paesi emergenti − non aiuta quelli che lo hanno eletto, anzi, ancora una volta li danneggia. Gli avvantaggiati sono proprio i signori della finanza e delle tecnologie avanzate che infatti stanno accumulando ricchezze mai viste prima che è difficile anche calcolare, mentre il popolo si impoverisce. Sempre più numerosi elettori americani cominciano ora ad accorgersi della trappola in cui sono caduti, il dissenso infatti si diffonde e molto probabilmente verrà espresso nelle prossime elezioni di mezzo termine di fine anno.
Questo accelerato sgonfiamento del movimento Maga è un brutto segno anche per le destre europee che si credevano ormai inarrestabili e vincenti in tutta Europa. Le difficoltà che stanno incontrando ad amministrare sono segnalate dalla nascita alla loro destra di movimenti sempre più incarogniti e improbabili. Per le sinistre si apre perciò uno spiraglio, che però non vuol dire che è prossima una loro piena ripresa dopo la lunga serie di sconfitte brucianti e la paura di sparire politicamente, perché anche per loro la confusione e lo sbandamento sono grandi. Tradizionalmente però le sinistre possono avvalersi di una capacità superiore di interpretare la storia e trovare strade nuove per progredire. Si tratta perciò di ricominciare dalle basi. Se sapranno imparare dai gravi errori commessi e riusciranno ad aprirsi a forze giovani, meno compromesse e maggiormente in grado di leggere il difficilissimo intrigo in cui ci troviamo, potremo ancora nutrire un filo di speranza nel futuro dell’umanità.






