Una aveva un bimbo di 4 anni, con problemi di autismo. Da quando è stata rinchiusa non ha più mangiato, fino alla morte, ieri. Molti giornali ne parlano. L’altra si è impiccata.
Sto leggendo Tolstoj, Resurrezione, storia del principe Nechijudov, violatore, e di Katiuša, violata da lui. (Sulla detenzione segnalo cap. XXVI della Parte seconda, pp. 390 ss ed. Bur 2020, e altri passi, spec. 396, Toporov). Chiudere in gabbia stretta (carceri superaffollate) una persona, non attualmente pericolosa agli altri, è vendetta. Ma ogni pena (male per male, dolore per dolore) non è forse vendetta, anziché correzione (art. 27 Costituzione) e dovere di riparazione? L’isolamento da ogni rapporto umano non è tortura? C’è molto da pensare, e non solo da ripetere, e non solo riforme utili ai più forti, sulla giustizia.






