Cosa sta succedendo all’Unione europea e al suo rapporto privilegiato con gli Stati Uniti? Vediamo i fatti susseguitisi dal 1989. Cade il muro di Berlino, i paesi dell’Est si liberano dai regimi comunisti, si scioglie l’Urss, la Germania si riunifica, l’Unione europea fa un bel passo avanti aprendo le frontiere al suo interno, uno dopo l’altro i nuovi Stati democratici sorti ad Est entrano nell’Unione che si avvicina sempre più alla Russia. Si sviluppa così il progetto politico di liberare la Russia dalla banda Putin, democratizzarla e associarla in qualche modo all’Europa. I presupposti ci sono: il malcontento in Russia per le grandi disuguaglianze, la corruzione dilagante e la poca libertà, soprattutto tra i giovani, è forte. Si pensa cioè di fare in Russia quello che si riuscirà a fare solo in Ucraina. Potendo contare sulle grandi risorse e sull’arsenale nucleare russo, l’Unione sarebbe diventata una grande potenza a livello di Usa e Cina (d’altro canto includere la Russia è sempre stato il sogno tedesco fin dal secolo scorso).

Gli Usa cambiano rotta

Le cose però cambiano profondamente e velocemente con l’arrivo di Trump e del suo movimento MAGA alla Casa Bianca. Già vi erano stati segnali inequivocabili. Dopo l’ebrezza dei grandi profitti conseguiti in Cina dove c’è una mano d’opera istruita ma che costa molto meno rispetto a quella nazionale, gli Usa si accorgono che la Cina ha intenzione di assurgere a potenza egemone globale e ne ha tutte le possibilità per territorio, popolazione, civiltà, conoscenze scientifiche e tecniche, apparato produttivo. Questa constatazione è la molla che spinge l’amministrazione Trump a cambiare profondamente la strategia politica Usa, perché occorre concentrare tutte le energie nel contenimento della Cina. A questo punto l’impegno a difendere l’Europa gli appare controproducente: è costoso e costringe la Russia ad allearsi con la Cina. I due paesi vanno invece separati seguendo il principio divide et impera, e poi con la Russia si possono fare ottimi affari! Russia ed Europa si sono trovate così di fronte, con una ridotta intermediazione americana. Putin, che ha anche aiutato Trump a vincere le elezioni e perciò si aspetta un po’ di “riconoscenza”, coglie l’occasione per ribaltare il progetto politico europeo: riuscendo a influenzare in qualche modo le scelte europee e potendo contare sulle sue ricchezze scientifiche, tecniche, informatiche e produttive riuscirebbe a portare la Russia al livello di Usa e Cina. Sembra un’idea avventata, ma bisogna ricordare che la Russia ha un armamento nucleare immenso e distruttivo, può appunto avvalersi del disimpegno americano e contare sulla crescita nei paesi europei di una destra sovranista e non ostile. L’Ucraina sta subendo le tragiche conseguenze di questo scontro egemonico.

Perché cresce la rabbia

Occorre anche spiegare questo spostamento sempre più a destra della politica europea. È dovuto essenzialmente al riequilibrio del tenore di vita che sta avvenendo a livello globale. Di questo si parla poco da noi ed è comprensibile, ma è il vero motore della storia di questo periodo. Tutti i dati statistici dei vari paesi riguardanti produzione, consumo, ricchezza, sanità, istruzione ecc. fino all’aspettativa di vita, indicano che il mondo è diviso in due con una differenza ancora notevole tra l’Occidente e tutti gli altri. L’analisi politica ci dice anche la volontà di molti popoli di colmare questo squilibrio e i dati ci confermano che è quello che sta effettivamente avvenendo. Anche se si parla poco di questo immenso movimento, in Occidente tutti a pelle abbiamo capito cosa sta succedendo. Lo comprendiamo girando per i supermercati, nei posti di lavoro, quando riceviamo lo stipendio, quando dobbiamo ricorrere sempre più frequentemente al privato per curarci, quando inciampiamo nelle strade piene di buchi e così via. Questo provoca un forte risentimento e una voglia di rivalsa. Riteniamo violato il patto sociale che consiste nell’accettazione di un sistema economico spesso ingiusto e troppo competitivo che però garantiva sviluppo continuo, miglioramento del tenore di vita, futuro migliore per i nostri figli. È questa rabbia che causa lo spostamento sempre più a destra dei nostri paesi e l’insofferenza verso i migranti, l’avanguardia di tutti quelli che stanno interrompendo la nostra corsa verso il benessere. Questi sentimenti vengono alimentati abilmente da politici senza scrupoli e di poco valore per emergere. Si sente parlare di idee sempre più feroci e assurde, come la remigrazione e altre simili nefandezze.

Vediamo dunque intorno a noi crescere la confusione e l’insensatezza generate da sentimenti, idee, scelte, atti incapaci di affrontare i problemi che abbiamo di fronte, anzi aumentano il caos, gli scontri, il pericolo, perché presuppongono un mondo passato che non è più quello in cui viviamo. Stenta a emergere un vero progetto alternativo efficace e credibile. Per il momento l’unico vero ostacolo che impedisca il peggio è la consapevolezza che uno scontro generalizzato sarebbe altamente distruttivo e nessuno uscirebbe vincente. Ma è una speranza basata sulla sabbia.

La piccola navicella chiamata Terra

Eppure c’è una visione luminosa che potrebbe spingerci a rompere completamente con tutti questi vecchi comportamenti ora sempre più dannosi per imboccare una strada più promettente. La visione che la nostra generazione è stata la prima ad avere il privilegio di ammirare: questa nostra piccola navicella spaziale, sovrappopolata, fragile eppure resistente, che gira incessantemente intorno al sole. Guardandola dovrebbe essere anche facile capire che è insensato danneggiarla con le nostre attività scoordinate ed eccessive e metterla in pericolo azzuffandoci su chi deve dirigerla e per come si devono distribuire le scorte che abbiamo in magazzino.