Lo scontro tra la scienza moderna nascente e le religioni ha segnato l’età moderna, nuocendo al compito che entrambe possono svolgere per l’umanità. Oggi possiamo chiaramente vedere che questo scontro era basato su un’incomprensione di fondo, perché scienza e religione sono fondamentalmente diverse sia nei fini che perseguono, sia nei linguaggi che usano, e che è stato acceso solo dalla brama di potere.

Lo scopo della scienza è capire il funzionamento dell’universo in cui ci troviamo e come siamo fatti e, per farlo, usa il linguaggio matematico, oggi specialmente quello statistico, dei campi e delle probabilità. La religione nasce da un’esperienza profonda e ineffabile d’amore che dà senso alla nostra vita, e usa un linguaggio metaforico. Oggi facciamo più difficoltà di un tempo a comprendere correttamente e apprezzare questo linguaggio, perché usiamo più frequentemente quello scientifico che ci appare più forte, ma la metafora è ricca, versatile e poetica e può raggiungere profondità che ad altri linguaggi sono precluse. Per esempio, se parlo di transustanziazione, cioè la trasformazione dell’ostia nel corpo di Cristo e del vino nel suo sangue, sto usando un linguaggio metaforico. Chi prende l’ostia afferma la propria volontà di cercare, insieme agli altri e secondo le proprie capacità, di vivere con l’amore che Dio ha per lui, seguendo quello che gli ha insegnato Gesù. Discutere se “veramente” il pane e il vino si siano trasformati per effetto delle parole dell’officiante in carne e sangue è senza senso, e ci allontana dalla comprensione di quello che si sta facendo. Il linguaggio metaforico, oltre ad esprimere più facilmente e plasticamente quello che sarebbe difficile dire in altro modo, ha un altro vantaggio: permette una maggiore libertà di espressione. Facendo la comunione prendo un impegno, ma la stessa cosa posso farla in mille altri modi, purché l’obbiettivo sia lo stesso.

Tutte le religioni si sono opposte alla scienza, ma quella che ha fatto lo sforzo maggiore per soffocarla sul nascere è stata la gerarchia cattolica. Il cuore di questo scontro è stata proprio l’incomprensione della differenza dei due linguaggi. Per arroganza intellettuale la gerarchia cattolica, pensando di conoscere la verità su qualsiasi argomento, ha insistito su una lettura letterale delle proprie scritture, abbandonando quella metaforica. Si è procurata così un danno notevole perché, a causa degli errori di interpretazione commessi, ha perso molta credibilità.

Reagendo agli attacchi subiti, anche una parte della comunità scientifica a sua volta ha confuso i due linguaggi, commettendo lo stesso errore speculare della gerarchia cattolica. Alcuni sono arrivati ad affermare che le idee religiose non sono che favole raccontate da un’umanità bambina generate dall’ignoranza, e i sacramenti solo riti magici. Perdono così la profondità e la vitalità del linguaggio metaforico.

Oggi, per fortuna, le cose stanno cambiando profondamente. A parte frange integraliste da entrambe le parti, generalmente si pensa che è bene tenere separate scienza e fede; anche se ancora questa separazione non è pensata in modo completo come sarebbe bene fosse. Separate, entrambe possono meglio aiutare l’umanità a crescere: la scienza studiando come è costruito e come evolve l’universo e come siamo fatti e come evolviamo noi, la fede aprendoci allo spirito d’amore che può aiutarci a vivere insieme in pace.

Nella foto: Pillars of Creation — James Webb Space Telescope (2022), luce infrarossa